La Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano a risarcire più di 350 cittadini infettati da vari virus (Aids, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un'operazione. Il totale dei risarcimenti supera i 10 milioni di euro.

I casi interessati dai risarcimenti riguardano cittadini italiani nati tra il 1921 e il 1993.

Italia già condannata nel 2013 - Non è la prima volta che la Corte di Strasburgo condanna l’Italia in seguito a dei casi di sangue infetto: nel 2013 i giudici avevano costretto lo Stato a versare a migliaia di persone contagiate l’indennità integrativa speciale prevista dalla legge, dopo un ricorso presentato nel 2004 dall’associazione Politrasfusi.

Il servizio del 2013 di Sky TG24: