C'è un fermo per l'omicidio di Ashley Olsen, la 35enne americana trovata strangolata sabato scorso nella sua casa dell'Oltrarno Fiorentino. L'uomo è accusato di omicidio aggravato e il fermo è stato disposto dalla procura di Firenze: si tratta di un cittadino senegalese, attorno ai 27 anni. Sarebbe stato lui ad uccidere la giovane donna statunitense, forse dopo un rapporto. L'uomo non era un amico di Ashley ma lei avrebbe avuto una frequentazione con lui e lo avrebbe incontrato anche dopo aver trascorso parte della notte in un locale notturno di Firenze. Nella conferenza stampa il procuratore capo Giuseppe Creazzo ha reso noto che nel lungo interrogatorio il giovane accusato "ha fornito una versione dei fatti sostanzialmente ammissiva" (gli aggiornamenti sulla conferenza stampa della procura).

Il fermo e le indagini - Il fermo dell'uomo è giunto nella tarda serata del 13 gennaio, a conclusione di una giornata in cui la polizia scientifica ha trascorso dieci ore nella casa della donna per compiere un accurato sopralluogo.
Nel caso ci sia stato un rapporto sessuale, al momento l'autopsia non ha chiarito se sia stato consenziente. L'assassino avrebbe strangolato Ashley usando un cavo o qualcosa di simile. Ulteriori passi delle indagini saranno legati anche a risposte di carattere scientifico. Non a caso, la polizia scientifica di Firenze è tornata nella casa di Ashley per proseguire il sopralluogo iniziato subito dopo la scoperta del cadavere, sabato scorso. La raccolta di tracce e indizi si è protratta praticamente per tutta la giornata. Gli investigatori hanno anche usato la tecnica del cosiddetto 'luminol', che consente di trovare tracce sovrapposte, non visibili ad occhio nudo. Hanno scattato foto e girato video. Dopo alcune ore, gli agenti hanno portato nell'abitazione anche macchinari per la rilevazione delle impronte digitali con la tecnica del cianoacrilato. Fra gli oggetti che sono stati sequestrati ci sono cavetti di computer, abiti, lenzuola e materiale cartaceo.


Fondamentali le immagini delle telecamere e il test del Dna- Sarebbe arrivata dall'esame del Dna la risposta che ha fatto scattare il fermo per l'uomo accusato dell'omicidio di Ashley Olsen. Gli investigatori, arrivati sulle sue tracce grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza, stavano aspettando l'esito dell'esame scientifico per dare concretezza ai sospetti. Le telecamere avrebbero ripreso l'uomo e Ashley al mattino di venerdì scorso, il giorno prima del ritrovamento del cadavere.
Nei giorni scorsi l'alibi del fidanzato della donna, un pittore fiorentino di 42 anni, è stato riscontrato ed è solido.

 

Le ricostruzioni di quella sera - Secondo le ricostruzioni la trentacinquenne avrebbe incontrato il suo assassino la notte fra giovedì e venerdì scorsi, dopo aver lasciato il locale 'Montecarla', che si trova a poche centinaia di metri da casa sua. I due hanno poi raggiunto l'abitazione dell'americana. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa sia successo nella casa. Ieri il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, non ha voluto rispondere a una domanda sulla presenza di droga nell'abitazione. Mentre il fatto che il cadavere fosse nudo lascia pensare che ci sia stato un approccio erotico: nel caso, perlomeno inizialmente, sarebbe stato consensuale, visto che Ashely non ha lottato con l'assassino. Spetta ai risultati di altri accertamenti disposti sui campioni prelevati durante l'autopsia chiarire se vi sia poi stato un abuso.