"Quando un bambino piange perché ha fame, alle mamme dico: se ha fame, dagli da mangiare qui, con tutta libertà”. Lo ha detto Papa Francesco alle madri dei 26 neonati che ha battezzato nella Cappella Sistina. Il Pontefice ha poi esortato i genitori presenti – tutti dipendenti del Vaticano – a fare in modo che la fede "non venga persa" e a "farla crescere e lasciarla come  eredità. Auguro questo a voi, oggi che è un giorno gioioso. Vi auguro di essere capaci a far crescere questi bambini nella fede".

 

"Il nome di Dio è misericordia" - Parole, quelle del Papa, che arrivano nel giorno in cui esce un’anticipazione del libro-intervista "Il nome di Dio è Misericordia" scritto dal vaticanista della Stampa Andrea Tornielli, in libreria da martedì 12 gennaio. Un libro, il primo firmato dal Pontefice, che affronta in modo organico il tema della Misericordia che si oppone alle troppe "dogane pastorali" che impediscono alle persone, in particolare alle più piccole e deboli, di ottenere la grazia dei sacramenti della quale la Chiesa è custode e non certo padrona.

 

Accogliere i gay - Tra i tanti argomenti affrontati, quello dell'accoglienza degli omosessuali è forse il più spinoso. "Io - confida il Papa - preferisco che le persone omosessuali vengano a confessarsi, che restino vicine al Signore, che si possa pregare insieme. Puoi consigliare loro la preghiera, la buona volontà, indicare la strada, accompagnarle". Ricorda poi le parole pronunciate nel luglio 2013 sul volo di rientro da Rio de Janeiro: “Se una persona è gay, cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”.

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