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Ha aperto il fuoco dentro il tribunale di Milano facendo tre vittime e poi è fuggito in moto a Vimercate, dove è stato arrestato. A sparare, tra il secondo e il terzo piano del palazzo di Giustizia, Claudio Giardiello, imputato per bancarotta fraudolenta (LE TESTIMONIANZE - LE FOTO - LA RICOSTRUZIONE).

Le vittime
- Le vittime sono il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, ex legale del killer, in Aula come testimone, e il coimputato Giorgio Erba. Vi sono poi due feriti: l'altro coimputato, Davide Limongelli, nipote di Giardiello, in prognosi riservata all'ospedale Niguarda, e il commercialista Stefano Verna, che era stato interessato dalle indagini, ferito a una gamba.
Giardiello, come ha confermato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, via Twitter, è stato arrestato dai carabinieri di Vimercate (Monza e Brianza) mentre fuggiva in moto.

L'ingresso in tribunale forse con un falso tesserino -
Secondo quanto ha riferito il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, Claudio Giardiello potrebbe essere entrato in Tribunale da un ingresso laterale del Palazzo e dalla porta riservata all'accesso di magistrati, avvocati e personale giudiziario evitando così il metal detector, grazie forse a un tesserino falso.

La ricostruzione  -
Giardiello avrebbe aperto il fuoco prima in Aula durante un'udienza uccidendo l'avvocato Claris Appiani e il coimputato Giorgio Erba (VIDEO DELLA RICOSTRUZIONE). Poi avrebbe raggiunto il giudice Fernando Ciampi nella sua stanza al secondo piano, uccidendo anche lui, con due colpi di pistola. Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati ha precisato che il giudice Ciampi era testimone nel processo.

Giardiello ai carabinieri: "Volevo vendicarmi"
- Claudio Giardiello, 57 anni, residente in Brianza, lavorava nel settore dell'edilizia. A quanto si è appreso aveva diverse società ma negli ultimi tempi si trovava in gravissime difficoltà finanziarie, sfociate in diverse cause giudiziarie. Secondo il procuratore di Brescia Tommaso Bonanno, che si occupa delle indagini, l'uomo "ha agito con fredda premeditazione". "Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato" sarebbero state (secondo l'Ansa) le prime parole che ha detto subito dopo essere stato catturato dai carabinieri che lo hanno intercettato a bordo del suo scooter vicino ad un centro commerciale di Vimercate. Secondo il ministro Alfano e gli investigatori, Giardielli era intenzionato a uccidere, a Vimercate, anche Massimo
D'Anzuoni, suo socio di minoranza in una società e coinvolto nel processo di oggi per fallimento fraudolento, alla cui udienza non si era presentato. Dopo il fermo, Giardiello ha avuto un malore. Durante l'interrogatorio di garanzia che si è svolto nel pronto soccorso dell'ospedale di Vimercate, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il governo: fare chiarezza
- "Questo è il momento del cordoglio, ma bisognerà fare chiarezza su come si sia potuto introdurre un'arma all'interno di un tribunale" ha detto il premier Matteo Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Il sistema ha visto compiersi un insieme di errori gravi" che "le indagini dovranno chiarire" ha dichiarato anche il guardasigilli Andrea Orlando in una conferenza stampa convocata a Milano col ministro degli Interni Alfano.

Mattarella: "Respingere discredito verso magistrati"
- I magistrati "sono in prima linea" e quindi vanno "respinte con chiarezza tutte le forme, anche striscianti, di discredito nei loro confronti" ha detto invece il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. (VIDEO)

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