La Corte europea per i diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia per "torture" riguardo all'irruzione della polizia nella scuola Diaz di Genova durante il vertice del G8 del luglio 2001. Nella sentenza pubblicata dal tribunale di Strasburgo, si condanna il nostro Paese per i maltrattamenti subiti dal ricorrente, il manifestante veneto Arnaldo Cestaro all'epoca 61enne, a cui è stato assegnato un indennizzo da 45.000 euro.
L'Italia è stata anche condannata per non essersi dotata di una legislazione adeguata per punire il reato di tortura (a che punto è l'iter legislativo del ddl).

Cosa accadde a Cestaro - In particolare per quanto riguarda il caso di Cestaro, "aggredito da parte di alcuni agenti a calci e a colpi di manganello", la Corte sottolinea "l'assenza di ogni nesso di causalità" fra la condotta dell'uomo e l'utilizzo della forza da parte della polizia nel corso dell'irruzione nella scuola. E i maltrattamenti "sono stati inflitti in maniera totalmente gratuita" e sono qualificabili come "tortura".
Cestaro, 75enne veneto al quale nel 2001, durante il G8 di Genova, ruppero con i manganelli un braccio, una gamba e dieci costole, era il più anziano che rimase vittima dei pestaggi. "A Cestaro - racconta l'avvocato Dario Rossi che non è ancora riuscito a comunicare la buona notizia al suo assistito - lo Stato ha già pignorato i 35mila euro di risarcimento che gli vennero riconosciuti in sede penale. Aveva delle cartelle di Equitalia e lui non fece in tempo nemmeno ad intascare quella cifra. Lo Stato gliela pignorò immediatamente. Speriamo non accada anche oggi".

L'irruzione nella Diaz - Nella scuola elementare Diaz aveva sede uno degli uffici del Genoa Social Forum, cartello che riuniva le associazioni e i gruppi che contestavano la riunione dei sette Paesi più industrializzati del mondo, con l'aggiunta della Russia. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio le forze dell'ordine fecero irruzione nell'edificio alla ricerca di presunti "black block", gruppi di manifestanti violenti.
Per le violenze che si verificarono all'interno della scuola Diaz di Genova, sede del Genoa social forum, la notte del 21 luglio 2001, a margine del vertice G8, la Corte di Cassazione, il 5 luglio del 2012 confermò 25 condanne su 28 imputati, tutti appartenenti alle forze dell'ordine, per un totale di 98 anni di reclusione.

Giuliani: "Riconosciuto che Italia toccò il fondo" - "Meno male che almeno su questo la Corte Europea non ha fatto altro che riconoscere la sentenza della Cassazione. Posso solo esprimere un giudizio di soddisfazione per il fatto che la Corte abbia riconosciuto che l'Italia aveva toccato il fondo", ha commentato Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il ragazzo ucciso il 21 luglio del 2001 in piazza Alimonda durante gli scontri di piazza tra manifestanti e forze dell'ordine nell'ambito del G8.

I parenti dei feriti: "Sentenza dia impulso per legge su tortura" - "Una sentenza importantissima - ha commentato la presidente del Comitato verità e Giustizia per Genova, Enrica Bartesaghi, che è anche madre di una ragazza picchiata durante il bliz -  in Italia non abbiamo ancora una legge  che regolamenti il reato di tortura. Spero proprio che questa sentenza dia finalmente un impulso al governo e al parlamento perché la legge venga approvata.



Amnesty international: "Un'ottima notizia" - E soddisfazione arriva anche da Amnesty International. "E' un ottima notizia. Un atto dovuto che fa giustizia dopo tutto ciò che è accaduto nella scuola Diaz a Genova nel luglio del 2001". E' il commento di Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana.