Il presidente della Camera di commercio di Palermo, Roberto Helg, è stato arrestato con l'accusa di aver chiesto, in qualità di vice presidente della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto "Falcone e Borsellino" di Palermo, una tangente di 100.000 euro per la concessione della proroga dell'affitto di un ristorante nello stesso scalo. Dopo ore è arrivata la confessione: "Ne avevo bisogno. Ho la casa pignorata".

L'ammissione - Durante il suo interrogatorio la scorsa notte, di fronte all'ennesimo tentativo di negare i fatti, Helg sarebbe stato messo dai Pm fronte alla possibilità di "ascoltare" dal vivo l'intera conversazione registrata nel suo ufficio dalle microspie piazzate a seguito della denuncia della vittima: l'arrivo dell'imprenditore, i saluti, e poi la consegna di un assegno senza data per 50.000 euro e di una busta con 30.000 euro in contante (L'AUDIO DELL'INTERCETTAZIONE). Di fronte a questi elementi, il presidente della Camera di commercio di Palermo ha scelto di ammettere tutto davanti ai magistrati, il procuratore aggiunto Dino Petralia e i sostituti Battineri e Ferrari, e ai ai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale.

Helg istituì lo "Sportello per la legalità" - L'arresto è stato eseguito dai carabinieri, che hanno prelevato Helg nel suo ufficio alla Camera di commercio, in via Emerico Amari, nel centro della città.  Con lui, da componente della giunta camerale, nel 2005 la Camera di commercio di Palermo fu la prima in Italia ad aprire uno "Sportello della legalità", per assistere gli imprenditori che denunciano usura e richieste di pizzo.

Un'intervista dell'agenzia Italpress in cui Helg promuove un corso anticorruzione


L'arresto in flagranza -
Secondo quanto emerso dalle indagini, nella veste di rappresentante della Gesap, Helg ha chiesto e ottenuto il pagamento di 100.000 euro ad un esercente del settore della ristorazione, affittuario di uno degli spazi commerciali dell'aeroporto, il quale si era rivolto a lui per ottenere la proroga triennale del contratto a condizioni favorevoli. Helg avrebbe prospettato la difficoltà dell'operazione di rinnovo se non supportata dal suo intervento, per il quale ha preteso dal ristoratore 50.000 euro in contante, e l'impegno a versare poi rate da 10.000 euro, garantite da un assegno in bianco dell'importo di 50.000 euro. Quando è stato arrestato nel suo ufficio, Helg aveva già ricevuto l'assegno, che aveva in una tasca della giacca, mentre sulla sua scrivania c'era una busta con 30.000 euro contante. Il colloquio con l'esercente era stato appena intercettato. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia dell'esercente. L'indagato è stato trasferito nel carcere di Pagliarelli. Sia la Gesap che la Camera di Commercio si costituiranno parte civile.