Una decina barconi carichi di oltre 2mila migranti sono stati individuati a sud di Lampedusa a 100 miglia dalla costa, in acque libiche. A soccorrerli nelle operazioni mercantili, rimorchiatori, mezzi della Gdf, della Marina e delle Capitanerie, che però durante le operazioni sono stati minacciati da alcuni uomini armati.
In particolare, a una motovedetta della Guardia Costiera italiana che stava soccorrendo un'imbarcazione con migranti a bordo, a circa 50 miglia da Tripoli, è stata intimata di non requisire l'imbarcazione dopo il trasbordo dei migranti. E così è avvenuto: la motovedetta della Guardia Costiera, una volta terminato il soccorso dei migranti, ha lasciato in mare l'imbarcazione usata dagli scafisti, cheè finita quindi nelle mani degli uomini armati a bordo del barchino. Probabilmente, verrà usata per nuovi viaggi verso l'Italia.

Prosegue la polemica politica - Sono sbarcati invece a Pozzallo 280 migranti soccorsi nelle scorse ore nel Canale di Sicilia. Tra loro un giovane centroafricano che presenta esiti di una ferita di arma da fuoco. Secondo una prima ricostruzione, contro l'extracomunitario sarebbero stati esplosi colpi di arma da fuoco da trafficanti sulle coste della Libia per costringerlo a salire su gommoni.
E mentre proseguono gli sbarchi, continua la polemica politica, rinfocolata dalla dura presa di posizione del segretario leghista Matteo Salvini.




Cominciate le operazioni di rimpatrio degli italiani in Libia -
In Libia intanto l'ambiasciata italiana a Tripoli ha sospeso le attività e sono cominciate le operazioni di rimpatrio degli italiani dal Paese parte degli italiani presenti nel Paese. "Non si tratta - fa sapere la Farnesina - di un'evacuazione, ma è in corso una delle preannunciate operazioni di alleggerimento dei connazionali presenti nel Paese". Il trasferimento avviene via nave sotto la sorveglianza aerea di un velivolo a pilotaggio remoto Predator dell'Aeronautica.
Per quanto riguarda la chiusura dell'ambasciata, "si è resa necessaria - ha spiegato il ministro Gentiloni - a causa del deteriorarsi della situazione in Libia".