di Diletta Giuffrida

Qualcuno la chiama già l'autostrada dei veleni. È la Milano-Brescia, un tratto della A-4, la Torino-Venezia. Chilometri di asfalto che taglia un paesaggio fatto di industrie che si alternano a campi coltivati. E' sotto a questo manto stradale che solo qualche mese fa sono state trovate scorie di fonderia, scarti di lavorazione. Tonnellate di rifiuti di ogni tipo seppelliti sotto una delle direttrici stradali più trafficate d'Italia.
Li hanno trovati durante gli scavi di ampliamento dei tunnel dell'Alta Velocità e della Brebemi, nel territorio di Castegnato, a pochi chilometri da Brescia. Rifiuti usati probabilmente 20 anni fa per realizzare il terrapieno sul quale è stata costruita la terza corsia della A4, portati lì sotto dalle discariche che sorgono nei dintorni di Castegnato forse quando la legge sul riutilizzo delle scorie non era ancora così rigida. O forse proprio in violazione di quella legge. Da chi però al momento non è dato saperlo.

Cromo esavalente: valori 140 volte superiori ai limiti - È proprio tra quei rifiuti che l'Arpa di Brescia, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha trovato cromo esavalente, sostanza cancerogena, in concentrazioni pari a 6980 microgrammi per litro contro un limite massimo consentito dalla legge di 50 microgrammi per litro. Il che significa che i valori sono 140 volte superiori ai limiti. Più di un campanello d'allarme che ha portato l'Arpa ad analizzare anche la prima falda acquifera della zona.
Sono stati sistemati a valle e a monte del cantiere Tav sei piezometri che hanno rilevato la presenza in quantità superiori a quelle consentite, oltre che di manganese, di tricloretano, un solvente sgrassante utilizzato nella seconda metà del '900 nell'industria meccanica e metallurgica (0,9 ug/l su limite di 0,2 ug/l).
Dalla prima falda acquifera, però, rassicura il sindaco di Castegnato, Giuseppe Orizio, non viene attinta acqua né per bere né per irrigare i campi.

Avviata un'indagine per smaltimento illecito di rifiuti - La Procura di Brescia intanto, con i carabinieri del Noe, ha avviato un'indagine per smaltimento illecito di rifiuti che al momento è solo all'inizio. Se e quale impatto avrà sui lavori della Tav e della Brebemi non è facile prevederlo. Di certo le analisi dell'Arpa proseguono anche sulla terra dei campi limitrofa al cantiere. Perché, come chiede da tempo anche Legambiente, occorre sapere fino a dove si estende il fenomeno dei rifiuti sotto la A4 e soprattutto se ci sono altri tratti dell'autostrada costruiti con i rifiuti tossici.
Neanche un anno fa i Carabinieri del Noe di Brescia avevano sequestrato un'area di 300mila metri quadri, di pertinenza delle Acciaierie Stefàna, tra Ospitaletto e Travagliato, sempre nel bresciano. Sotto la terra coltivata a mais, orzo ed erba medica per il pascolo c'erano nascosti 7 metri di rifiuti di ogni tipo: scorie di acciaieria, materiali di scarto di autoveicoli, plastica e fili elettrici.
In quella stessa zona l'Osservatorio Epidemiologico dell’ASL, nel 2009, rilevò "l'eccesso di soggetti ricoverati per leucemie mieloidi nei maschi della fascia d'età 15-64" confermando i risultati di una precedente analisi del 12 febbraio 2007. Gli esiti però risultarono comunque inferiori ai casi registrati nel periodo 1997-2002. Tanto che in conclusione la Asl di Brescia scriveva: "Le considerazioni suddette soffrono del problema dei piccoli numeri di eventi osservati, che non consentono di raggiungere conclusioni certe".
I dubbi restano: cosa si nasconde sotto quei terreni? Quali pericoli corre la popolazione? È possibile escludere con certezza che non ci sia un nesso tra i casi di leucemia riscontrati negli in quelle zone e l'inquinamento industriale del territorio?