I giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna a 4 anni di reclusione, di cui tre coperti da indulto, per Silvio Berlusconi, accusato di frode fiscale nell'ambito del processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset (ascolta la sentenza).
I giudici hanno anche confermato l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato invece assolto dall'accusa di frode fiscale, come già accaduto in primo grado (la vicenda giudiziaria).

Il procedimento si prescrive nel luglio 2014 - Oltre ad essere condannato a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici, a Silvio Berlusconi è stata inoltre inflitta anche l'interdizione per 3 anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione.
E' stato inoltre condannato a versare 10 milioni di euro di acconto sul risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate. L'indulto votato dal Parlamento nel 2006 condona 3 dei 4 anni di reclusione, ma non cancella l'interdizione che, se la sentenza dovesse diventare definitiva in Cassazione, farebbe decadere Berlusconi dal seggio parlamentare. Il procedimento si prescriverà nel luglio del 2014.

Ghedini: "Magistrati di Milano prevenuti" - "La forza della prevenzione è andata al di là della forza dei fatti". Così l'avvocato Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, ha commentato la conferma in appello. "Avevamo la consapevolezza che sarebbe andata così", ha aggiunto Ghedini.
"Non mi interesso della stabilità politica del governo e non credo che ci sia una correlazione tra questa sentenza e la stabilità politica", ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se la conferma della condanna per Berlusconi nel processo Mediaset possa avere effetti sulla stabilità dell'esecutivo Letta.



Schifani: "Continua la persecuzione giudiziaria" - "Continua la persecuzione giudiziaria nei confronti del presidente Berlusconi, leader politico che ha il consenso di dieci milioni di elettori. Evidentemente, per una certa magistratura la stagione della pacificazione è ancora lontana, e forse non arriverà mai. Soprattutto quando si nega con tanta ostinazione la verità dei fatti e ancor di più il buon senso", è invece il commento del capogruppo Pdl al Senato Renato Schifani. E se Fabrizio Cicchitto aggiunge: "Non faremo cadere il governo", l'ex ministro Mariastella Gelmini parla di "una condanna incomprensibile":



M5S accoglie notizia con forte applauso - Un lungo e forte applauso dell'assemblea di senatori e deputati del M5s ha accolto la notizia della condanna in appello di Silvio Berlusconi al processo Mediaset. I parlamentari '5 Stelle' stavano ascoltando l'intervento di Stefano Rodotà quando è stato dato l'annuncio: "C'è chi vuole impedire la pacificazione. Che ci volete fare?", ha ironizzato Rodotà, che poco prima aveva criticato le minacce di "trasformare in Parlamento in un Vietnam nel caso di alcune sentenze".