Una "marcata fotofobia" dovuta a una infiammazione agli occhi, l'uveite, e che ha costretto Silvio Berlusconi al ricovero al San Raffaele fino a sabato 9 marzo, ha portato il Tribunale di Milano, dopo uno scontro tra accusa e difesa, a riconoscere il legittimo impedimento all'ex premier e a far slittare la conclusione della requisitoria del processo Ruby a lunedì 11 e quindi anche la sentenza attesa per il 18.
E' quanto in sintesi è accaduto in aula l' 8marzo, giorno in cui il procuratore aggiunto Ilda Boccassini avrebbe dovuto chiudere la sua discussione con la richiesta di condanna del Cavaliere imputato per concussione e prostituzione minorile. Già nei giorni scorsi la difesa, via fax, aveva annunciato un legittimo impedimento per la giornata di venerdì. L'ex premier inizialmente doveva partecipare a una riunione a palazzo Grazioli e a un incontro istituzionale con Mario Monti, impegni poi 'cancellati' per un problema di salute: una uveite che si è aggravata a tal punto da costringere l'ex capo del governo ad andare in ospedale - dove trascorrerà la nottata - per il 'monitoraggio' e le cure in day hospital, tra cui un trattamento con un collirio midriatico, quello che generalmente serve per dilatare le pupille, come spiega Alberto Zangrillo, primario di rianimazione al San Raffaele (VIDEO).

Il pm chiede la visita fiscale - Una patologia che per il pm Ilda Boccassini in sostanza è stata una scusa per 'sfuggire' alla requisitoria. Tant'è che, anche basandosi "su una storia pregressa" della strategia dilatoria "dell'imputato", si è opposta alla richiesta di rinvio ritenendo che le "condizioni che si sono venute a creare non rientrino nella sfera del legittimo impedimento assoluto". E questo, perché dalla cronistoria dei fax inviati nei giorni scorsi alla cancelleria della quarta sezione penale si è verificata "una escalation di certificati medici per far sì che l'udienza odierna non venga svolta".
Così tra le insistenze della difesa per il rinvio perché i certificati medici "attestano un peggioramento", e la ferma opposizione dell'accusa, è scattato un altro scontro, un braccio di ferro durato quasi cinque ore. Con Berlusconi che nel frattempo è finito al San Raffaele per "una terapia che è in corso in day hospital, perché è stato male durante la notte", ha spiegato al collegio Niccolò Ghedini.
Quindi per ben due volte è stata sospesa l'udienza in attesa dei certificati medici dall'ospedale e per ben due volte il procuratore aggiunto è intervenuto, chiedendo prima una turnazione dei cancellieri oltre le 17 di venerdì 8 marzo in modo che "si definisca l'udienza odierna", poi una visita fiscale da parte degli specialisti del san Gerardo di Monza presso per accertare "le condizioni reali dell'imputato".

Concesso il legittimo impedimento - Ma alla fine i giudici, dopo aver preso visione dei nuovi certificati medici - uno dei quali ha attestato il ricovero fino a sabato dell'ex premier - hanno ritenuto "assoluto" il legittimo impedimento e rinviato all'11 per le conclusioni del pm che però rischiano ancora di saltare perché l'infiammazione agli occhi del Cavaliere è questione che quasi certo che si riproporrà.
Come si riproporrà sabato al processo d'appello Mediaset: la parola spetta ai suoi difensori i quali hanno già depositato un'istanza di rinvio. "Ci stupisce che non sia stato dato un rinvio di una settimana. Ci vuole un po' di rispetto per chi sta male", ha commentato Ghedini aggiungendo che "non c'è nessun motivo di manovre dilatorie" perché i reati contesati per il caso Ruby si prescrivono nel 2020.