Silvio Berlusconi è stato condannato un anno di reclusione per la vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte ("abbiamo una banca?") avvenuta durante la scalata a Bnl da parte di Unipol, pubblicata su Il Giornale quando era ancora coperta dal segreto istruttorio (la lettura della sentenza). Due anni e tre mesi sono stati inflitti al fratello, Paolo Berlusconi, che è stato invece assolto dai giudici per le accuse di ricettazione e millantato credito.
Dura la reazione del presidente del Pdl: "E' davvero impossibile - si legge in una nota - tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent'anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese",

La richiesta dei pm - A dicembre il pm aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio per l'ex premier e a tre anni e tre mesi per Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, chiedendone invece l'assoluzione dall'accusa di millantato credito.
L'ex premier e il fratello hanno sempre respinto ogni addebito.

A Fassino 80mila euro di risarcimento - I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano hanno disposto un risarcimento a carico di Silvio e Paolo Berlusconi di 80 mila euro a favore dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino, parte civile al processo sull'intercettazione Unipol. Il risarcimento è stato disposto a titolo di provvisionale. "Una sentenza che ristabilisce verità e giustizia e conferma come intorno a una espressione ironica sia stata costruita consapevolmente per anni una campagna di denigrazione e delegittimazione politica", è stata la erazione del sindaco di Torino. "Ed è la conferma - aggiunge - di quanto la politica italiana sia stata in questi anni fortemente inquinata da pratiche illecite".

"Non sono sorpreso, siamo a Milano" - "Credo che sia la prima volta che si condanna per la violazione del segreto istruttorio", dice l'avvocato Piero Longo, uno dei difensori di Silvio Berlusconi. "Non sono sorpreso, perché siamo a Milano e data la pratica forense nei processi a Silvio Berlusconi".  "Mi piacerebbe - ha aggiunto con ironia - difendere imputati con altri nomi e non a Milano".

Paolo Berlusconi: "Sono sconcertato" - "Sconcerto per la condanna": la esprime invece Paolo Berlusconi, in una nota, in cui dice anche di "confidare nell'appello" riguardo alla sentenza del processo sull'intercettazione Fassino-Consorte avvenuta durante la scalata a Bnl da parte di Unipol, pubblicata sul quotidiano il Giornale quando era ancora coperta dal segreto istruttorio, e per il quale sono stati condannati oggi lui e il fratello



Bondi (Pdl): "Aspettatevi ribellione" - "Aspettiamoci una ribellione verso questo modo di amministrare la giustizia". Così Sandro Bondi, del Pdl, commenta la sentenza Unipol. "In un Paese come l'Italia in cui il segreto istruttorio è una barzelletta, la sentenza di oggi suona come un ridicolo insulto all'intelligenza e alla giustizia. Di questo passo - aggiunge - salirà nel Paese una aperta ribellione nei confronti di un certo modo di amministrare la giustizia: una ribellione civile e democratica, ma pur sempre una vera e propria ribellione".