Proprio mentre stava per partire la tradizionale campagna vaccinale contro l'influenza, un nuovo 'incidente' ostacola il normale avvio dell'immunizzazione. Questa volta, dopo il blocco di due settimane fa di oltre 2 milioni e mezzo di dosi dell'azienda olandese Crucell, il Ministero della Salute e l'AIFA, attraverso una nota “urgente”, hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo di alcuni vaccini antinfluenzali Novartis che per colpa di un problema nell'aggregazione delle proteine, potrebbero, secondo i timori delle istituzioni sanitarie, causare effetti indesiderati. Le dosi bloccate sono 487.738, riferisce lo stesso dicastero in una nota. Ai cittadini è richiesto di non acquistare né utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione.

Balduzzi: "Nessun allarme né problemi per l'approvvigionamento dei vaccini" - Nessun allarme, però, assicura il ministro della Salute Renato Balduzzi. "Questa situazione non crea problemi di approvvigionamento di vaccini contro l'influenza e non deve destare allarme", sono state le sue parole. "C'è disponibilità di altri vaccini - ha detto il ministro - e se ci dovessero essere problemi sarà cura delle autorità rimediare con contratti con altre aziende. Essendo l'Italia Paese di riferimento per la registrazione di questi vaccini, che sono prodotti nel nostro Paese, abbiamo provveduto a informare altri Stati, incluso il Canada, su questo problema. Consigliamo a chi ha acquistato il vaccino di aspettare prima di ricevere l'iniezione: non ci sono conseguenze a livello di prevenzione, il momento ideale per la vaccinazione è  infatti novembre". Gli effetti che si possono però avvertire in caso di uso di uno dei vaccini 'anomali' "vanno da reazioni locali a febbre, nulla di preoccupante", assicura Balduzzi.
I vaccini vietati spiega il ministero sono 'Agrippal; Influpozzi sub unità; Influpozzi adiuvato; Fluad. In totale le dosi di vaccino antinfluenzale contrattate con la Norvatis per l'Italia sono pari a tre milioni, e al momento sette Regioni che hanno fatto ordinativi non hanno però ancora avviato la distribuzione di tali vaccini.

Bloccate 550mila dosi - Mercoledì 24 ottobre sono circa 500mila dosi già acquisite, che erano sul territorio italiano. Di queste, 175mila erano distribuite in farmacia e 312mila nel circuito delle Asl. I restanti 2,5 milioni di dosi di vaccini Novartis ancora non sono stati consegnati al mercato e sono nelle fabbriche italiane di produzione localizzate a Siena, Rosia e Varese.

Da venerdì Numero verde per i cittadini - Chi ha avuto iniettato uno dei vaccini antinfluenzali Novartis per i quali è stato deciso il blocco e avesse dei dubbi, a partire da venerdì 26 ottobre potrà contattare il numero verde che sarà attivato dal Ministero della Salute per fornire informazioni. Se qualcuno avesse già utilizzato i vaccini indicati "e non ha riscontrato anomalie - ha detto il ministro - cioò indica che la fiala utilizzata era integra oppure che il difetto relativo al vaccino non ha dato reazioni. Da venerdi' sara' disponibile il numero verde per le informazioni". Giovedì il Ministero incontrerà i rappresentanti della Novartis che hanno dichiarato di avere già consegnato la documentazione sulla sicurezza e l'efficacia dei propri vaccini. Diversa la versione del ministero che afferma che invece l'azienda sapeva dallo scorso luglio delle anomalia contestate.
La settimana scorsa il ministero aveva annunciato il ritiro di una parte dei vaccini antinfluenzali prodotti per la campagna di vaccinazione appena iniziata, precisando che si trattava di una misura precauzionale e che non vi erano rischi per la salute.

I dubbi degli esperti sulle conseguenze dello stop - Ora però, secondo Tribunale per i diritti del Malato-Cittadinanzattiva, il rischio è un altro: la mancata vaccinazione di chi rischia grave complicanze se colpito dall'influenza, come i malati cronici. "Siamo molto preoccupati. A questo punto la campagna di vaccinazione antinfluenzale è seriamente a rischio", ha detto Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale. "Se da una parte possiamo dire meno male che ci sono i controlli, dall'altra temiamo che la fiducia dei cittadini possa venire meno nei confronti dello strumento vaccinale, fondamentale per le politiche della prevenzione".
Anche Fabrizio Pregliasco, virologo all'università di Milano, se manca il vaccino contro l'influenza gli effetti possono essere devastanti: "Stimiamo che il vaccino dimezzi la mortalità annua, quindi se non ci si vaccina potenzialmente potremmo avere il doppio dei morti per influenza o per i suoi effetti collaterali". Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di igiene della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica di Roma esprime “preoccupazione" sulla buona riuscita "della campagna vaccinale contro l'influenza di quest'anno”. Campagna che viene definita “a rischio” da Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato.
Ma i medici di famiglia dicono no agli allarmismi: "La campagna dovrebbe partire senza troppi problemi: il ministero ci ha appena assicurato di aver autorizzato la distribuzione di 7,5 milioni di dosi", riferisce il segretario della federazione dei medici di famiglia Fimmg, Giacomo Milillo, lanciando l'appello a "evitare la psicosi da vaccino”.