Ancora una giornata dramamtica, quella di sabato 8, al largo di Lampedusa. Un gommone con a bordo 82 migranti è stato soccorso nel pomeriggio mentre il mare ha restituito il corpo di una donna. Non si sa ancora da quanto fosse in acqua. E non è certo che sia uno dei 79 dispersi di cui raccontano i migranti soccorsi dalla guardia costiera, la notte tra giovedì e venerdì mentre cercavano di mettersi in salvo sull'isolotto di Lampione, poco più di uno scoglio a largo di Lampedusa. Chi ce l'ha fatta parla di un naufragio: un barcone che affonda, il tentativo di arrivare a terra, i compagni di viaggio annegati. In 56 sono sopravvissuti, tra loro una donna incinta che avrebbe perso un fratellino di 5 anni.

Finora due i corpi ripescati: uno venerdì 7 - certamente di uno degli extracomunitari a bordo del barcone colato a picco -, l'altro sabato ripescato nelle acque di Capo Grecale. E proprio il luogo del ritrovamento desta perplessità negli investigatori: le correnti e il vento di questi giorni difficilmente avrebbero potuto trascinare fin lì uno dei dispersi di Lampione. Ma non è l'unico mistero dell'ennesima tragedia del mare. Del legno partito da Sfax giovedì e, secondo il racconto dei sopravvissuti, affondato, non c'è traccia.

La Capitaneria, la Finanza e i carabinieri pattugliano la zona del naufragio senza sosta ma il legno affondato sembra scomparso nel nulla. "In casi simili - dicono gli inquirenti - salgono a galla i salvagenti, il carburante e tutto quello che si trova a bordo". E invece il relitto e tutto quel che trasportava è svanito. I migranti, interrogati dalla polizia che indaga per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e omicidio, raccontano tutti la stessa storia. Ma, per gli investigatori, potrebbe essere una versione concordata per avere una chance di restare in Italia. Il sospetto che si fa strada sempre di più col passare delle ore è, invece, che i disperati, che cercavano di raggiungere l'Italia, siano stati abbandonati in acqua a poca distanza da Lampione da un barcone che poi si sarebbe allontanato.

Anche sul numero delle persone a bordo c'è incertezza: i superstiti parlano di 136, ma gli inquirenti dubitano che si tratti del numero esatto. E convince poco anche la telefonata che ha lanciato l'sos ai carabinieri giovedi" pomeriggio. Una voce concitata che in un italiano stentato grida: affondiamo. Per gli inquirenti potrebbe essere addirittura uno degli scafisti che hanno lasciato il "carico" di uomini e donne in balia del mare. I 56 soccorsi sono tutti tunisini, come i compagni che mancherebbero all'appello. E anche questo fa dubitare gli inquirenti. "In genere i tunisini sanno nuotare tutti - spiegano - Hanno dimestichezza col mare, diversamente dai subsahariani".

Saranno gli interrogatori, condotti dalla polizia, a dare una risposta agli interrogativi su questo misterioso naufragio: gli agenti stanno sentendo i migranti sopravvissuti - tra loro anche 6 minori partiti da soli dalla Tunisia - per ora portati al centro di accoglienza di Lampedusa. Una struttura arrivata a ospitare migliaia di persone che oggi, dopo mesi, è tornata a riempirsi. Oltre ai 56 di ieri sono stati trasferiti nella struttura di contrada Imbriacola i 34 migranti che, nonostante i pattugliamenti continui della costa da parte delle forze dell'ordine, sono stati tranquillamente scaricati in banchina al porto da un barcone che si e' poi allontanato. In serata, poi, a bordo di pullman hanno raggiunto il cpa altri 81 extracomunitari soccorsi dalla Guardia Costiera a 35 miglia a sud di Lampedusa mentre viaggiavano su un barcone in avaria. L'ennesimo salvataggio fatto dalla Capitaneria di porto impegnata notte e giorno nella ricerca dei dispersi.