"Io da qui non mi muovo". Avrebbe risposto così l'operaio sul silo dell'Alcoa colpito da un malore. Il lavoratore è cardiopatico ed è stato visitato da un medico che gli ha consigliato di scendere per poter effettuare un tracciato elettrocardiaco, ma ha preferito restare in cima alla torre insieme ai suoi compagni. I tre si trovano dalla mattina di martedì 4 settembre  su un silo alto 70 metri della fabbrica di Portovesme.
"Noi dobbiamo cercare di farlo desistere, perché ha già avuto problemi di salute in passato. Cercheremo di farlo scendere giù nel pomeriggio" ha però detto Bruno Usai della Fiom Cgil a SkyTG24.

Il racconto dei tre operai - I tre, dopo quasi 48 ore, nelle prime ore della mattina avevano finalmente mangiato qualcosa e, dal silo, la voce di uno dei tre operai, raggiunta da una ricetrasmittente, raccontava ancora una volta a SkyTG24 tutto il loro sconforto (ascolta l'audio): "Siamo sfiniti, non sappiamo dove troviamo la forza di andare avanti. Il morale è ancora bassissimo, non abbiamo certezze”. Di fronte allo spiraglio delle ultime ore (due lettere di intenti che manifestano interesse per l’acquisizione sia da parte della Glencore che di un’altra multinazionale svizzera), nessuna illusione: "Sono solo proposte, di scritto non c’è nulla. Una piccola speranza che non ci dà nessuno conforto. Noi chiediamo che tutto questo non si fermi, chiediamo delle garanzie".  Più fiducioso Massimo Cara, della Rsu: "Sono vere manifestazioni di interesse, noi ci crediamo, il governo faccia la sua parte". 

Fornero: "Siamo vicini ma non possiamo garantire i posti di lavoro"
- Sembra gelare le attese però il ministro del Welfare Elsa Fornero, che ha escluso che il governo possa garantire i posti di lavoro dei dipendenti dello stabilimento. Il governo, ha detto la Fornero, "è vicino ai lavoratori" del gruppo Alcoa che sono a rischio di perdere il lavoro, ma ha anche tenuto a sottolineare che "sarebbe sbagliato dire che garantiremo i vostri posti di lavoro". Più ottimista il sottosegretario De Vincenti, che in un'audizione al Senato, ha affermato che "l'obiettivo del Governo è quello di individuare un investitore con capacità finanziaria e manageriale per dare futuro allo stabilimento, pensiamo che questo sia possibile anche se la situazione è difficile, visto che lo stabilimento registra perdite da tempo".

Sindacati annunciano sciopero
- Intanto, di fronte alle emergenze industriali e occupazionali in Sardegna le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil annunciano la mobilitazione nell'Isola che potrebbe sfociare in uno sciopero generale tra ottobre e novembre. In una riunione congiunta i tre sindacati confederali hanno stabilito di portare a sintesi tutte le vertenze territoriali che saranno comunque accompagnate da almeno otto mobilitazioni locali.