"Non sta scritto da nessuna parte che la miniera debba chiudere il 31 dicembre". Il governo interviene così sulla protesta dei minatori della Carbosulcis, che da diversi giorni sono asserragliati sotto terra, a 400 metri di prodondità. Lo fa attraverso il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, intervenuto a Radio anch'io: "Noi pensiamo che si possano trovare soluzioni". De Vincenti ha poi precisato che la miniera è al 100% della Regione Sardegna e che quindi è la regione che deve deciderne la chiusura, ma che per il governo sono possibili soluzioni alternative. Parole ribadite dal sottosegretario anche a SkyTG24 Economia che ha aggiunto che "il governo sta lavorando con la regione e la provincia alla costruzione del piano Sulcis" (GUARDA IL VIDEO)

L'intervento arriva il giorno dopo il gesto shock di Stefano Meletti, 48 anni, uno dei minatori che nel corso di una conferenza stampa, davanti alle telecamere, si è ferito a un braccio con un coltello per protesta (VIDEO). "Sappiamo che si sta riposando", riferisce Sandro Mereu della Rsu: "Aspettiamo che ritorni con noi, abbiamo bisogno di lui"

Sempre nella giornata di mercoledì 29 è arrivata anche da Giorgio Napolitano, la solidarietà ai lavoratori: "Vorrei che i minatori del Sulcis, impegnati in una prova durissima, sapessero come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie", ha detto in una nota il presidente della Repubblica. I minatori hanno risposto alla lettera con un messaggio di ringraziamento per il capo dello Stato: "Siamo confortati dal suo interessamento. Le rivolgiamo un appello perché venga perseguita l'unica soluzione possibile: il finanziamento e la realizzazione del sistema integrato Miniera centrale". (IL VIDEO DI RINGRAZIAMENTO DEI MINATORI PER NAPOLITANO)

E proprio sulla scia delle parole di Napolitano anche la Cgil chiede che dal governo arrivi al più presto "una risposta con al centro il rilancio produttivo e occupazionale della Sardegna".