Nuove intercettazioni inguaiano i vertici dell’Ilva, che avrebbero cercato di corrompere un perito del tribunale e pilotare le autorizzazioni ambientali. Alcuni quotidiani in edicola (guarda la rassegna stampa nel video in alto) citano infatti un rapporto della Guardia di Finanza, secondo cui gli stessi vertici dell’azienda erano a conoscenza della corruzione di un perito della procura. Il perito in questione è il professor Lorenzo Liberti, corrotto, dimostrerebbero le intercettazioni, da Girolamo Archinà (rimosso da Ferrante la scorsa settimana dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni compromettenti) con il favore di Fabio Riva, figlio del patron Emilio.

L’Ilva potrebbe inoltre aver esercitato pressioni sulla commissione che ha stilato l’'Autorizzazione integrata ambientale' rilasciata il 4 agosto 2011 dal governo Berlusconi.
"Il sospetto delle Fiamme gialle – scrive Repubblica - è che in quel documento (che ora il ministro Clini vuole rivedere al più presto) i limiti di inquinamento siano stati disegnati appositamente sulle emissioni dell'Ilva".
Dalle intercettazioni in mano alle Fiamme Gialle emergerebbe inoltre la volontà di Emilio Riva jr (figlio di Fabio) di fare un comunicato fuorviante, con l'intenzione di "vendere fumo" per dire che "l’Ilva collabora con la Regione", e che va "tutto bene".

Ieri 14 agosto il presidente dell’azienda Bruno Ferrante ha presentato gli appelli contro la decisione del gip che dispone la chiusura degli impianti. Sul fronte politico, dopo l’audizione di ieri 14 agosto alla Camera del ministro Clini, a Taranto sono attesi per il 17 agosot i ministri Passera, Severino e lo stesso Clini.