Momenti di tensione durante la manifestazione indetta dai sindacati a Taranto a sostegno dei dipendenti dell’Ilva, che rischiano di perdere il posto di lavoro in seguito all’inchiesta per disastro ambientale aperta sullo stabilimento. Un gruppo di contestatori dei Cobas ha fatto irruzione durante l’intervento del leader della Cisl Raffaele Bonanni. Sono arrivati a bordo di un'auto con fumogeni gialli e neri e sono stati bloccati dai carabinieri e della polizia in assetto antisommossa.

La contestazione - I contestatori, che si sono autodefiniti "Movimento dei lavoratori e cittadini liberi e pensanti", sono giunti in piazza facendosi largo tra la folla a bordo di un Apecar. Hanno diffuso fumogeni e lanciato uova contro il palco da dove era in corso il comizio (guarda le immagini). Secondo quanto riferito dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, durante l'incursione i contestatori hanno staccato fili del sistema di amplificazione. L'irruzione era stata preceduta da fischi durante il comizio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Uno dei contestatori, in piedi sull'Apecar, ha letto un volantino contro i sindacati accusati di essere troppo vicini all'Ilva e di difendere l'azienda più che la salute dei cittadini e dei lavoratori. I contestatori sono stati accolti da applausi da parte di molti manifestanti. Poi, hanno lasciato piazza della Vittoria ed è ripreso il comizio dei leader sindacali.

Camusso: "Rubata la piazza ai lavoratori" - I due cortei erano partiti separatamente arrivando poi a Piazza Vittoria, dove hanno parlato i leader di Cgil, Cisl e Uil. Il segretario della Uil Luigi Angeletti è stato il primo a prendere la parola: "Non accetteremo la chiusura dell'Ilva per nessuna ragione", ha detto davanti ad una platea di circa 15.000 persone. "E' chiaro che è stata rubata la piazza" ha detto il segretario della Cgil Susanna Camusso. "In una vertenza così complicata tra i lavoratori possono emergere opinioni diverse". Sulla stessa linea il leade della Cisl Bonanni.  "Chi alimenta estremismo e antagonismo dovrà riflettere perché chi semina odio raccoglie tempesta". La Camusso, al termine della protesta, ha fatto un breve intervento molto più contenuto del previsto. "Questa - ha detto la leader sindacale - non è una gara a chi urla di più, non serve il protagonismo di pochi ma serve il gran senso di responsabilità della classe operaia di Taranto".
Prima di salire sul palco, ai microfoni di SkyTG24 aveva detto che "sul caso dell'Ilva è necessario rendere il lavoro compatibile con la salute".

Lo sciopero e l'inchiesta - I sindacati, che protestano contro il sequestro di parte dell'impianto dell'Ilva disposto dalla magistratura per ragioni ambientali, hanno proclamato per il 2 agosto anche un pacchetto di 4 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo.
E’ invece attesa per il 3 agosto la decisione del Tribunale del Riesame sul ricorso della società contro il sequestro e degli otto indagati, tra cui il fondatore dell'Ilva e suo figlio, contro la custodia cautelare.

Clini: Cdm adotterà provvidimento d'urgenza - Intanto il ministro dell'Ambiente Clini ha incontrato oggi 2 agosto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante e altri rappresentanti delle istituzioni locali. "L'incontro con Ilva, per quello che mi riguarda, è andato molto bene" ha detto Clini annunciando anche che domani 3 agosto il Consiglio dei ministri adotterà un "provvedimento d'urgenza per fare in modo che il protocollo d'intesa dello scorso 26 luglio sia efficacemente operativo". "Si sta valutando - ha aggiunto - se sarà una decreto legge o un'ordinanza di protezione civile".