di Gabriele De Palma

Più banda per tutti, almeno a Milano. È iniziata infatti la prima fase di OpenWifi Milano, la nuova rete comunale che porta connessioni Wi-fi in 250 luoghi all'aperto, utilizzabili gratuitamente, previa registrazione. Cinquecento hot spot dislocati in centro e in periferia, per un costo totale di 950mila euro (buona parte dei quali per le opere civili), che si aggiungono ai 58 Wi-fi pubblici presenti all’interno di biblioteche e uffici comunali. E a settembre inizierà la fase due del progetto, uno dei cardini del programma della giunta Pisapia, in cui verranno installate altre mille antenne in 400 luoghi. Un progetto che, nelle scorse settimane, è stato criticato dal Movimento 5 Stelle. "E’ uno dei tre punti dell'Agenda digitale dettata da Pisapia – spiega a Sky.it Sergio Mancuso, Vice direttore generale del Comune – gli altri due sono i nuovi portali della Pubblica amministrazione locale e il progetto degli open data”. E anche l'annuncio dell'accensione degli hot spot è avvenuto in modalità poco tradizionale: nessuna conferenza stampa e nessun comunicato, ma un tweet tramite l'account Twitter del sindaco e del Comune.

Come funziona – I punti di accesso alla rete sono sparsi su tutto il territorio del capoluogo lombardo (qui la mappa) alcuni, quelli segnati in giallo, sono stati installati ma saranno funzionanti solo nei prossimi giorni. L'intento del Comune era infatti quello di fornire l'infrastruttura in tempo per l’estate. E proprio per questo motivo sono stati connessi quasi tutti i luoghi in cui si tiene VerdEstate, il programma di intrattenimento organizzato per chi resta in città ad agosto. La rete, stando ai dettagli tecnici del progetto, è potente: 400Mbps disponibili e tutti gli hot spot cablati con la fibra ottica, l'unica che consente simili velocità e garantisce una buona esperienza d'uso anche quando a navigare si è in tanti. I piani d'uso previsti sono generosi: 300MB al giorno per utente, consumati i quali si avrà ancora un'ora aggiuntiva dopo di che si potrà continuare a navigare ma a velocità ridotta (192Kbps), sufficiente comunque a effettuare operazioni “leggere” online, come scaricare la posta. A mezzanotte viene azzerato il contatore e si ricomincia il conteggio dei 300MB.

Digital divide e periferie – “Formalmente siamo nella cosiddetta fase di collaudo o pre-esercizio – prosegue Mancuso – nel senso che siamo molto attenti ai primi dati che arriveranno dalla rete e ai commenti degli utenti, pronti ad aggiungere o togliere capacità laddove se ne riscontri l'esigenza”. I luoghi in cui predisporre i punti di accesso sono stati individuati dopo un attento monitoraggio delle abitudini e degli spostamenti dei milanesi: giardini e parchi pubblici, per esempio, e l'esterno delle stazioni della metropolitana e tutti i luoghi dove abitualmente si aggregano i cittadini. A differenza di altri progetti analoghi, la giunta Pisapia ha voluto che fossero molti gli hot spot in periferia. “Il progetto ha avuto il suo impulso iniziale proprio dalle periferie, la volontà era quella di ridurre il digital divide che colpisce i quartieri più distanti dal centro e dove gli operatori non hanno mai dimostrato interesse ad investire temendo un mancato ritorno della spesa. D'altronde è questo il compito della pubblica amministrazione, colmare le lacune del libero mercato”. Anche se, proprio sul delicato equilibrio tra interventi dell'amministrazione pubblica, servizi commerciali e regole di mercato, in passato non sono mancate le perplessità di alcuni osservatori.

Università e banda larga – Col collaudo e l'accensione delle ultime antenne già installate ma non ancora attive si chiuderà la fase uno del progetto. Da settembre partirà invece la fase due che dovrebbe concludersi la prossima estate: altri 400 luoghi della città connessi a banda larga wireless. Se la prima fase è stata a carico dei contribuenti milanesi, per la fase due si spera di attirare anche qualche sponsor che co-finanzi l'estensione dell'infrastruttura. “Ci sono stati dei contatti che speriamo di trasformare in azioni concrete entro breve tempo – dichiara Mancuso – Inoltre cercheremo di federare anche chi, come le Università, ha già una rete Wi-fi indoor e sarà disposto ad attivarla anche outdoor”. L'obiettivo, conclude Mancuso, è tornare a essere tra le città più connesse d'Europa.