Il boato, poi il silenzio. E da quel momento l’angoscia non ha più abbandonato tutte le zone del modenese colpite dal sisma. Oggi, a più di due mesi dai due terremoti, un documentario girato dai cronisti emiliani ripercorre quei momenti e racconta la voglia degli sfollati di tornare a casa. La speranza che la vita possa ripartire come prima. La psicosi generalizzata che la terra torni a tremare. La paura degli sciacalli.

A due mesi dal sisma, intanto, prosegue senza sosta il lavoro della protezione civile e dei tecnici impegnati nelle verifiche dei danni subiti dagli edifici. Molti quelli già agibili, nei quali stanno facendo ritorno gli abitanti. Le persone assistite sono scese a quota 8 mila, la metà rispetto ai numeri dell'emergenza nei giorni immediatamente successivi al terremoto. A Finale Emilia i volontari non si sono fermati neanche l’ultima domenica di luglio per cercare di restituire alla cittadina la Torre dei Modenesi, diventato il simbolo del sisma . In pochi giorni sono state recuperate oltre 7 mila pietre. Bisognerà arrivare a 20 mila per completare il “puzzle” e cercare di rimettere insieme i pezzi.