Luca De Carlo, 19 anni, sarebbe morto all'ospedale Policlinico di Napoli dopo la somministrazione di una flebo di cortisone. La vicenda, riferita dal quotidiano Il Mattino, è accaduta alle 7.30 di sabato 28 luglio. Il ragazzo, ricoverato per una forma di diabete, sarebbe stato colto da un malore mentre aveva infilato nel braccio l'ago di una flebo a base di cortisonici. Pochi minuti prima aveva parlato al telefono con il padre, rassicurandolo sulle proprie condizioni di salute.
Sulla vicenda del giovane, anche il ministro della salute Renato Balduzzi ha disposto un'indagine ispettiva per verificare" eventuali difetti assistenziali relativamente alle cure somministrate al giovane durante il breve ricovero ospedaliero".

La ricostruzione -  Luca soffriva di una "forma molto severa di diabete giovanile", come spiega al quotidiano Il Mattino il direttore generale del Policlinico, Giovanni Persico. Dall'inizio del mese il 19enne aveva avuto un abbassamento della vista. In seguito agli accertamenti fatti in ospedale erano state scongiurate ipotesi come tubercolosi e sclerosi multipla ed era stata, invece, individuata l'infiammazione del nervo ottico come origine dei problemi ai suoi occhi. Da qui la cura a base di cortisonici a basso rilascio che era stata subordinata ad una terapia di protezione gastrica.

La famiglia del giovane sporge denuncia - I genitori di Luca De Carlo hanno già sporto denuncia alla polizia e accusano i medici della morte del figlio. Intanto, il direttore generale del Policlinico, Giovanni Persico, ha istituito una commissione interna per verificare quanto accaduto. Ma per accertare eventuali responsabilità mediche è stata disposta l'autopsia e di conseguenza è scattata un'inchiesta per stabilire le cause del decesso.