di Raffaele Mastrolonardo

Incredulità, amarezza, senso di rivalsa e chiamata all'azione. Il tutto, a tratti, temperato da ironia e inviti a un'analisi razionale della vicenda. La decisione del Consiglio di stato di sospendere Area C, il progetto di limitazione della circolazione delle auto in centro città della giunta Pisapia, ha suscitato come era prevedibile le reazioni a caldo dei cittadini, milanesi e non solo, sia favorevoli che contrari. Il pronunciamento del tribunale amministrativo ha riacceso polemiche e passioni nei riguardi di un provvedimento che ha diviso l'opinione pubblica (pur essendo “figlio” di un referendum plebiscitario) e che secondo gli ultimi dati ha ridotto la circolazione delle auto del 34% in centro e del 6 % nell'intera città.

Il gruppo Facebook – Sulla pagina del gruppo ufficiale di Area C istituito dal Comune di Milano su Facebook la notizia è stata pubblicata alle 20 e 08 di mercoledì 25 luglio. In poche ore ha raccolto più di 170 commenti (e altri ne stanno arrivando) prevalentemente di utenti favorevoli alla limitazione del traffico (che sono la maggioranza di coloro che frequentano lo spazio) ma non solo. “Ma come è possibile?”, si è chiesto (e ha chiesto) incredulo l'utente Emilio Balasso, uno dei più assidui da queste parti. “E ci dimentichiamo del referendum, il voto dei cittadini non conta?”, gli ha fatto subito eco, delusa, Gemma Orte. Mentre un eloquente “NOOOOOOOOOO, no è possibile, questo non è giusto...”, è arrivato da Gianni Scorrano. In altri partecipanti alla discussione l'amarezza ha dato luogo a prese di posizione più “militanti”: “Chi viene a bloccare l'accesso al garage (Mediolanum Parking, il parcheggio che ha presentato il ricorso accolto dal Consiglio di stato, ndr)? Entro in auto e blocco l'ingresso tanto non pago areaC”, ha scritto un utente mentre venivano postati indirizzo e numero di telefono del parking invitando alla mobilitazione contro il soggetto alla base del provvedimento. Non sono mancate, tuttavia, le voci controcorrente in favore dei giudici: “Interessante.... era un provvedimento capzioso, fatto dai ciclisti con odio verso le auto e non per migliorare la viabilità”, ha scritto un utente, che ha subito trovato dei supporter: “Ma finalmente è durata anche troppo questa idiozia dell'Area C”, la replica di un altro.

Reazioni su Twitter
– Da Facebook a Twitter il copione è più o meno lo stesso con le varianti che dipendono dal mezzo. Una maggioranza, calcolata a spanne, di delusi dalla pronuncia del Consiglio di stato, qualche esultanza e inviti all'azione. Il tutto, rispetto al social network di Mark Zuckerberg, con un sovrappiù di ironia e tentativi di documentazione in tempo reale. Come quelli, per esempio, portati avanti da un utente che di primo mattino si è preso la briga di fotografare il centro della città per dare un'idea delle conseguenze immediate della sospensione della limitazione alla circolazione di auto.



Altri utenti di Twitter invece hanno proposto alla cittadinanza uno sforzo simbolico: rimanere fedeli ai principi di Area C e comportarsi come se il tribunale non si fosse pronunciato. “#ioRispettoAreaC passate parola: rispettiamo comunque #AreaC, dimostriamo che i milanesi sanno essere civili anche senza averne l'obbligo” scrive un utente (anche se qualcuno si mostra scettico). Intanto, mentre qualcuno esulta (“AreaC con telecamere spente a Milano - che figata: Turati e Moscova libere e si arriva in macchina sotto l'ufficio yes”), scatta l'invito alla mobilitazione. C'è chi pubblica la foto del parcheggio che ha fatto ricorso al tribunale amministrativo e chiede di attivarsi ecologicamente, su due ruote: “Fare in modo che ci sia sempre un GRAN TRAFFICO di bici e pedoni davanti all'ingresso del parcheggio #areac http://www.mediolanumparking.com”. Da qualche parte poi arriva l'invito ad accettare, comunque, la decisione (“#areac è un bell'esperimento, ma le leggi e i regolamenti vanno cmq rispettati”) e intanto in molti ritengono che il modo più catartico per sfogare la delusione sia l'ironia.

Appelli – Nel frattempo, anche sui forum più frequentati dai milanesi si accende il dibattito, segno che progetti come Area C che toccano nel concreto la vita delle persone sono intrinsecamente “controversi” e stimolano le passioni. Le tante discussioni di segno differente nate in poche ore su ViviMIlano del Corriere della sera lo dimostrano. Si legge di “ipocrisia” dell'Area C, si cercano lumi giuridici dibattendo della fondatezza del pronunciamento, si plaude o, al contrario, ci si indigna di fronte alla scelta di tutelare l'interesse di un individuo rispetto a quello di un'amministrazione pubblica. Intanto, le mobilitazioni cominciano ad assumere un aspetto più strutturato, a cominciare da quelle proposte dai ciclisti.