Una scossa di terremoto è stata avvertita nel pomeriggio di lunedì 9 luglio alle porte di Roma e anche in alcune zone della Capitale. Dai rilievi dell'Ingv la scossa è stata di magnitudo 3.5 con epicentro vicino ai castelli romani, zona che è stata spesso sede di terremoti di magnitudo moderata, generalmente inferiore a 5.

Nessun danno a persone o cose - Non si registra alcun danno a persone o a cose, nonostante le numerose segnalazioni ai vigili del fuoco, che sono stati tempestati di telefonate. La Sovrintendenza comunale della Capitale ha avviato le procedure del caso per fare una ricognizione dei monumenti.
Il sisma è stato avvertito anche nella residenza estiva del Papa, a Castel Gandolfo, dove in questo periodo alloggia Benedetto XVI.

Scosse dovute ad attività vulcanica
- Il terremoto avvenuto a Roma è dovuto a deboli attività vulcaniche della struttura dei Colli Albani. "L'ultima sequenza importante registrata nell'area, - ha spiegato Alessandro Amato, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, - è avvenuta nel 1989-1990, quando migliaia di piccoli terremoti furono localizzati dalla rete sismica installata proprio per studiare la sequenza". Secondo Amato, i dati mostrano come negli ultimi 300 anni ci siano stati diversi periodi di attività intensa intervallati da quiescenze durate anche molti anni.

Calano gli sfollati assisti nelle zone colpite dal precedente sisma - Intanto, calano gli sfollati nelle zone colpite al Nord dal terremoto dei mesi scorsi. Tra Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, sono 10.843 le persone assistite dal servizio nazionale della protezione civile nei campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilita' grazie alla convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel.
E' quanto rende noto la protezione civile. In Emilia Romagna, i cittadini assistiti sono 10.584. Nello specifico, 7.832 sono ospitati nei campi tenda, 413 nelle strutture al coperto e 2.339 in strutture alberghiere. Nella regione Lombardia, invece, risultano assistite 242 persone, ospitate all'interno del campo attivo nella provincia di Mantova. In Veneto, infine, risultano assistite in albergo 17 persone.