Si apre la strada ad una nuova regolarizzazione di immigrati. Lo prevede un decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri che introduce pene più severe per i datori di lavoro che impiegano stranieri irregolari, nonché la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per coloro che denunciano uno sfruttamento grave.

Il provvedimento, recependo la normativa comunitaria in materia, prevede che chi è stato condannato per aver dato lavoro ad un immigrato senza permesso si vedrà revocato il nulla osta al lavoro e dovrà pagare una multa pari al costo medio del rimpatrio del lavoratore straniero assunto illegalmente.
Pene aumentate di un terzo, poi, se i lavoratori impiegati sono più di tre, se sono minori di 16 anni e sono sottoposti a condizioni lavorative di grave sfruttamento.
In questi casi è rilasciato il permesso di soggiorno della durata di sei mesi, con possibilità di rinnovo per un anno o più, per lo straniero che "abbia presentato denuncia e cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro".

L'apertura ad una nuova regolarizzazione arriva dal suggerimento, chiesto dalle commissioni di Camera e Senato, di concedere - come auspicato dal ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi nei casi di 'ravvedimento oneroso' - una fase transitoria entro la quale i datori di lavoro possano volontariamente adeguarsi alla nuova normativa ed evitare così le sanzioni più gravi, dichiarando il rapporto di lavoro irregolare con l'onere dei pagamenti retributivi, contributi e fiscali pari ad almeno tre mesi ed il pagamento di un contributo di mille euro per ciascun lavoratore.
Su questo i tecnici dei ministeri stanno però limando il testo definitivo che ancora non è stato licenziato.