"Il G8 di Genova è una pagina dolorosa per la polizia e questo mi ferisce. Ho visto come tutti le immagini di quello che è successo all'interno della Diaz e posso dire che non condivido nulla di quell'operazione. Di fronte a errori gravi è giusto che i responsabili ne subiscano le conseguenze". Così, intervistata dal Corriere della Sera, il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri commenta la sentenza della Cassazione sui vertici della polizia alla catena di comando a Genova, il 22 luglio del 2001, la notte del pestaggio dei no-global alla scuola Diaz durante il G8. Intanto i legali degli agenti condannati annunciano che ricorreranno alla Corte di Strasburgo (guarda il servizio in alto).

"Perdiamo i nostri uomini migliori -
"Questa - aggiunge il ministro - non può diventare la condanna di tutte quelle migliaia di uomini e donne che ogni giorno, indossando una divisa, fanno il proprio dovere". "Altissimo" per Cancellieri il prezzo da pagare, "perché perdiamo alcuni nostri uomini migliori". "Sarà difficile sostituire un investigatore come Francesco Gratteri che ora è il direttore centrale - spiega -. Ho il rammarico che debba andare via Gilberto Caldarozzi, il capo dello Sco, il servizio centrale operativo. Loro sono quelli che hanno preso Bernardo Provenzano. Grazie a loro abbiamo arrestato l'attentatore di Brindisi". "Non devono più accadere episodi come quello della Diaz - aggiunge -, ma neppure che i nostri uomini vengano assaliti, picchiati e insultati per strada".

Repubblica: "Pagano più dei colletti bianchi" - Sempre sul Corriere, Giovanni Bianconi parla della squadra "che prese boss e terrroristi" e che "vien cancellata d'un colpo". E anche Carlo Bonini, nella sua analisi su Repubblica, dedica ampio spazio ai vertici della polizia, attraversati da "Umori cattivi". Dall'idea che "non meriti di essere punito in questo modo chi ha allo Stato ha dato la sua vita". Oggi pagano, scrive Repubblica, "solo alcuni di una catena di comando inspiegabilmente monca". Pagano "più di qualsiasi colletto bianco. Di quelli che in questi 11 anni lo Stato e il Paese lo hanno depredato". 

Il caso Aldrovandi -
A proposito del caso Aldrovandi e del procedimento aperto contro il poliziotto che ha insultato la madre del diciottenne ferrarese ucciso durante un controllo di Polizia il 25 settembre del 2005, il ministro afferma che "sarà la commissione disciplinare a stabilire la sanzione" ma dice anche di aver già deciso "che la linea dovrà essere quella della fermezza e dell'intransigenza. Un atteggiamento così arrogante non si può tollerare". Nei prossimi giorni Cancellieri chiederà di poter incontrare la donna: "Voglio farle sapere che noi siamo con lei".