"Ora, di fronte al giudicato penale, è chiaramente il momento delle scuse. Ai cittadini che hanno subito danni ed anche a quelli che, avendo fiducia nell'Istituzione-Polizia, l'hanno vista in difficoltà per qualche comportamento errato ed esigono sempre maggiore professionalità ed efficienza". Queste le parole del capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, all'indomani della sentenza della Cassazione sull'irruzione alla scuola Diaz che ha confermato le condanne per il pestaggio.

Manganelli si è poi detto "orgoglioso di essere il capo di donne e uomini che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la democrazia di questo Paese". "Rispetto - ha continuato - il giudicato della magistratura e il principio costituzionale della presunzione d'innocenza dell'imputato, fino a sentenza definitiva. Per questo l'istituzione che ho l'onore di dirigere ha sempre ritenuto fondamentale che venisse salvaguardato a tutti i poliziotti un normale percorso professionale, anche alla luce dei non pochi risultati operativi da loro raggiunti".

Dopo le scuse, sono arrrivate le nuove nomine ai vertici della polizia, seguite alla rimozione di Francesco Gratteri, capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia e Gilberto Caldarozzi, capo servizio centrale operativo, entrambi interdetti dai pubblici uffici in seguito alla condanna.
Manganelli ha infatti proposto al ministro dell'Interno, Annamari Cancellieri, che ha condiviso, la nomina del prefetto Gaetano Chiusolo a Direttore della Direzione Centrale Anticrimine e di Maria Luisa  Pellizzari a Dirigente del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.