Sono circa 1.100 le attività commerciali e di servizio con locale inagibile o inaccessibile nei 18 comuni modenesi colpiti dal sisma. Si tratta nella maggior parte di strutture delle zone rosse, commerciali e pubblici esercizi, ma anche artigiani di servizio, studi professionali, alberghi e attività legate al turismo. Lo rende noto la Provincia di Modena. La ricognizione, svolta dall’assessorato provinciale alle Politiche per l'economia locale, servirà alla Regione Emilia Romagna per stabilire in che misura sostenere gli imprenditori nei trasferimenti temporanei in aree, zone o strutture individuate dal proprio Comune.

Grazie, infatti, a 10 milioni di euro di risorse comunitarie che la Regione ha recuperato dal programma operativo Fesr, sarà possibile per i Comuni colpiti dal sisma allestire aree dedicate al commercio e servizio per ricreare un'aggregazione di attività per i cittadini dei centri storici. Gli imprenditori potranno trasferirsi nelle aree stabilite dai Comuni ottenendo un contributo per l'affitto o l'acquisto di strutture mobili (container o casette), per le spese di acquisto delle attrezzature e per spese organizzative. Potranno inoltre vedere, in parte, coperte le spese di affitto in immobili individuati dai Comuni all'interno di ambiti urbani stabiliti. L'ammontare del contributo è tuttora in corso di valutazione da parte degli uffici della Regione e sarà stabilito, insieme alle spese ammissibili, da un bando.

Più in generale, le strutture pubbliche e private controllate nelle zone terremotate dell'Emilia fino ad ora sono 20.472. Di queste, 7.032 sono state classificate agibili, 3.517 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 983 parzialmente inagibili, 170 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 7.486 inagibili e 1.284 inagibili per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l'edificio. In parallelo proseguono anche le verifiche speditive - oltre 51 mila gli interventi già effettuati - condotte da tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco su un numero più ampio di edifici nell'area interessata dal sisma, che hanno ormai superato 51mila interventi. La Protezione civile fa notare che le percentuali di agibilità sono riferite a una quota minoritaria di edifici interessati dal sisma rispetto al patrimonio immobiliare totale dell'area, in quanto non comprendono le migliaia di edifici risultati agibili all'esito di una verifica speditiva o per i quali non è stata avanzata alcuna istanza di verifica.

E, a più di un mese dal sisma, le persone assistite dal Sistema nazionale di Protezione Civile tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto per l'emergenza terremoto sono in tutto 11.812. La maggior parte, 11.380, sono in Emilia, 370 in Lombardia e 17 in Veneto. La macchina dei soccorsi è in campo con 4mila uomini e donne, tra Protezione civile, volontari, vigili del fuoco, personale delle forze armate e dell'ordine.