"Il vero intervento che io e noi familiari di Federico attendiamo dal ministro è il procedimento disciplinare che porti al licenziamento degli agenti condannati per la morte di mio figlio: un procedimento che ci era stato annunciato dal capo della polizia Antonio Manganelli". Va bene la punizione, annunciata dal ministro dell'Interno Cancellieri per le frasi oltraggiose scritte su Facebook da uno degli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, ma ciò che si aspetta la madre del ragazzo, Patrizia Moretti,  è quindi il licenziamento degli agenti, che sono ancora in servizio.

Per loro, come da regolamento, si è aperto il procedimento disciplinare. Saranno ascoltati da un'apposita commissione che poi deciderà eventuali sanzioni. Per Paolo Forlani, uno degli agenti condannati, c'è da oggi un procedimento supplementare: quello disposto dal ministro per i suoi insulti su Facebook.
Per Forlani e per i colleghi Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, il 21 giugno la Cassazione ha confermato la condanna in via definitiva a tre anni e sei mesi: sono state le loro percosse a causare la morte del ventenne Aldrovandi la sera del 25 settembre 2005 a Ferrara.
Il giorno dopo la sentenza, una frase del ministro Anna Maria Cancellieri aveva irritato la famiglia dello studente: "se ci sono stati, come sembrerebbe, degli abusi gravi è giusto che vengano colpiti". "Perché - avevano replicato i genitori di Aldrovandi, Lino e Patrizia Moretti - il ministro usa il condizionale? Quel condizionale è fuori luogo, inopportuno e poco rispettoso delle Istituzioni".
Poi gli insulti su Facebook di Forlani e altri e la querela per diffamazione contro l'associazione "Prima Difesa" presentata dalla madre di Federico. Quindi, l'intervento del ministro dell'Interno e del Guardasigilli.

"Ben venga il procedimento per quelle frasi e quelle parole, commenti che sentiamo ormai da troppi anni, che ci sono sempre stati, ma venuti ora alla luce a livello nazionale casualmente e solo perché li ho denunciati", sostiene Patrizia Moretti dopo le parole del ministro Cancellieri.  "Ma il vero intervento che io e noi familiari di Federico attendiamo dal ministro è il procedimento disciplinare che porti al licenziamento degli agenti condannati per la morte di mio figlio: un procedimento che ci era stato annunciato dal capo della polizia Manganelli", aggiunge Patrizia Moretti ricordando l'incontro dell'estate scorsa a Ferrara con il capo della polizia. "Ripeto, ora vogliamo che si intervenga davvero, e non solo a parole, alla luce della condanna definitiva dei 4 agenti".