Il giorno dopo il varo del decreto sviluppo da parte del governo Cgil, Cisl e Uil hanno sfilato in corteo a Roma per sostenere le loro proposte su lavoro e crescita . "Duecentomila in piazza", secondo quanto affermato dagli organizzatori, per chiedere una svolta ( LE FOTO ). Per spingere il governo a cambiare politica, a smetterla con gli annunci e a mettere sul tavolo misure concrete per sostenere lavoratori e pensionati. Meno tasse e più occupazione, in estrema sintesi. La manifestazione dei sindacati in Piazza del Popolo, che il leader della Cisl Raffaele Bonanni non esita a definire "grandiosa" su Twitter , porta in primo piano la richiesta forte di un cambio di passo, che sarà sostenuta con una mobilitazione che, assicurano i leader di Cgil Cisl e Uil, è solo all'inizio. Il clima è stato quello di una manifestazione che vuole far valere tutta la forza di una ritrovata unità sindacale. Tanto che le parole di Camusso, Bonanni e Angeletti sono sempre fedeli a una linea comune, senza più personalismi e distinguo. Dal 'no' forte alla politica economica del governo, con le parole più dure rivolte al ministro Fornero sul fronte degli esodati e un giudizio negativo sul decreto sviluppo , fino alla determinazione nel portare avanti la protesta.

Camusso: "Non molleremo la piazza" - Ci vuole un'altra agenda politica; basta annunci; no a decretini, ma risposte concrete. Questi, in sintesi, i contenuti dell'intervento del segretario di Cgil Susanna Camusso ( guarda il video ). "Il governo cambi agenda, subito. Se non cambia saremo nelle piazze perché non ci rassegniamo, perché non c'è un'altra prospettiva per il lavoro", ha affermato dal palco della manifestazione. Il prossimo 20 giugno, inoltre, a scendere nelle piazze saranno i pensionati mentre una seconda manifestazione nazionale è prevista il 2 luglio a Napoli.


Angeletti: "Il governo non sta facendo tutto il necessario" - Parla di altre mobilitazioni anche il leader della Uil Luigi Angeletti. Poi, d'accordo con Camusso, chiede che il governo metta fine a proclami e annunci perché "non sta facendo tutto il necessario". E afferma: "Nella Repubblica fondata sul lavoro si sta distruggendo il lavoro". Rivolge poi un duro appello al ministro del Lavoro. Fornero, dice, "deve risolvere il problema degli esodati, perché questo problema lo ha creato lei. Era stata avvertita. Mi sono stufato. Ora non dica che non può discutere".


Bonanni: "Sono stati persi mesi" - Raffaele Bonanni, leader della Cisl, durante il comizio di piazza del Popolo afferma a gran voce che "senza confronto, senza concertazione le lobby fanno quello che vogliono e i poteri forti e le loro forme di giornali e tv fanno oscuramento delle emergenze sociali". Continua, poi, lo scontro sul tema esodati, sollevato da tutte e tre le sigle sindacali. Il numero esatto degli esodati lo ha il ministro Fornero perché "gli accordi si fanno in tutti gli uffici del lavoro di ogni provincia" ha detto Bonanni. E ha aggiunto: "Sono stati persi dei mesi. Spero che nei prossimi gironi riusciremo ad avere un risultato. Diversamente ci saranno altre mobilitazioni".


Slogan e magliette dei 200mila  - Palloni rossi, verdi e blu, rullo di tamburi, biglietti e tanti cori contro il ministro del lavoro Elsa Fornero. Questa l'anima del corteo che ha sfilato a Roma. Folta la rappresentanza degli esodati . "Ora sto anch'io tra i trecentomila anziani e forti... ma non siamo morti", recitava una delle magliette più  gettonate. Alla 'rabbia' degli esodati si è sommata quella dei lavoratori precari, che continuano a scandire slogan pesanti all'indirizzo del ministro del lavoro.


Sul palco anche studenti di Mesagne  -
Sul palco di Roma anche gli studenti di Mesagne, paese di Melissa Bassi, la studentessa uccisa dalla bomba esplosa il 19 maggio davanti all'Istituto Morvillo-Falcone. Presenti in piazza del Popolo anche delegazioni di Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia Romagna, in rappresentanza dei popoli colpiti dal terremoto ( vai allo speciale ) e Vittorio Battaglia, lavoratore dell'Emilia nipote di Placido Rizzotto , il sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948. Tra i partecipanti alla manifestazione ci sono inoltre esponenti politici, tra cui Cesare Damiano e Stefano Fassina del Pd. Presente anche l'ex segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.