di Raffaele Mastrolonardo

A Finale Emilia, uno dei Comuni colpiti dai terremoti del 20 e del 29 maggio scorso, anche il viadotto è stato danneggiato dal sisma. Lo dimostrano, tra le altre cose, le strisce continue che delimitano le corsie: in un punto risultano disallineate di circa 20 centimetri rendendo così lo spostamento orizzontale subito dal ponte visibile ad occhio nudo. Pochi metri più in là la struttura è stata interessata da un cedimento verticale e presenta ora un gradino di circa 2 centimetri.
Questi ed altri particolari sono stati documentati dalle squadre di lavoro del Centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica (Eucentre) di Pavia che dal 20 maggio sono sul campo per un censimento e una valutazione dei danni. Crepe, cedimenti, crolli causati dai movimenti della terra nell'area interessata dal fenomeno sono stati fissati in centinaia di foto commentate dai ricercatori del Centro e, soprattutto, sono online a disposizione degli operatori della Protezione civile, degli esperti e dell'opinione pubblica.

Eucentre
- A raccoglierli, sulla scorta di analoghe esperienze estere, è un sito creato per l'occasione dove tutti i dati via via setacciati dagli ingeneri in loco sono resi pubblici sul web quasi in tempo reale per facilitare la circolazione delle informazioni.
Vale per le fotografie ma anche per materiali più tecnici come le elaborazioni dei dati accelerometrici (qui in Pdf) relativi ai terremoti. E, soprattutto, vale per i rapporti (qui in Pdf), da qualche giorno online, che provano ad offrire un primo quadro organico degli effetti dei sismi di fine maggio. Oltre 400 pagine e molte più fotografie che illustrano, frazione per frazione, l'impatto delle scosse. Dallo sventramento di un edificio in via Federzoni a San Possidonio in provincia di Modena (qui in Pdf, a pagina 354) al parziale collasso di un capannone industriale a Medolla, sempre Modena (qui in Pdf, a pagina 163).

"La lezione ce l'ha data il terremoto dell'Aquila – dice a Sky.it Alberto Pavese, direttore del laboratorio di simulazione sismica di Eucentre – quando accumulavamo materiali che venivano pubblicati solo mesi dopo. In questo caso, anche grazie alle dotazioni di comunicazione delle squadre sul campo, cerchiamo di mettere online tutto subito per poter dare in tempi brevi un inquadramento globale della situazione".

Mappe collaborative
- Ma l'Eucentre di Pavia non è l'unica istituzione che si è attivata per sfruttare il web in vista di una documentazione più completa del disastro che ha colpito l'Emilia, danni compresi. Come dimostrano esperienze internazionali come quella dei volontari della Stand-by Task Force, la geolocalizzazione via web può diventare molto utile durante le calamità. Nelle ore successive alle scosse del 20 maggio un utente ha messo a punto una mappa per monitorare lo sciame sismico. Analogo progetto quello realizzato utilizzando Crowdmap, versione più leggera di Ushahidi, popolare software open source per questo tipo di progetti.

App per segnalare i danni - Stessa cosa si può dire per il tentativo portato avanti dall'Istituto di metodologia per l'analisi ambientale del CNR (Imaa) che ha messo a punto una mappa online che integra informazioni provenienti da differenti fonti (Ingv e Protezione civile, tra le altre) e le geolocalizza. Pur non essendo stata pensata specificamente per i terremoti, la piattaforma è stata velocemente adattata per ricomprendere i sismi emiliani e contiene anche segnalazioni di danni. In via sperimentale, infatti, è stata sviluppata una app che consente a coloro che possiedono uno smartphone con sistema operativo Android, di segnalare gli effetti del terremoto osservati nelle zone colpite corredandoli di immagini. Forse anche per il carattere tecnico della piattaforma, il riscontro in termini di contributi dal basso, per ora, è stato modesto.
Un'iniziativa analoga, intanto, è prevista nell'ambito di Protezione Civica, progetto lanciato da Wikitalia. Secondo il giornalista Riccardo Luna, promotore dell'iniziativa, entro pochi giorni dovrebbe vedere la luce una piattaforma che consentirà agli utenti di segnalare via app all'interno di una mappa danni, richieste di aiuto e buone pratiche che stanno nascendo in questi giorni sul territorio. Il modello è Decoro Urbano, servizio pensato per promuovere la cittadinanza attiva.