di Gabriele De Palma

Il caseificio Fratelli Rossi, di Rio Saliceto (Reggio Emilia), ha esaurito le scorte di parmigiano. È una delle tante strutture per la stagionatura del formaggio danneggiata dallo sciame sismico che interessa l'Emilia Romagna e che ha colpito pesantemente – soprattutto nelle scosse del 20 e 29 maggio – i produttori di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano. Dopo che i Consorzi di tutela dei due formaggi e la Coldiretti hanno sventato i tentativi di speculazione sui prezzi da parte di intermediari senza scrupoli che tentano di comprare dai produttori in difficoltà grandi quantità di formaggio a pochi euro (denunciati dalla stessa Confederazione dei Lavoratori Coltivatori Diretti) ora le iniziative ufficiali per sostenere i produttori sono partite e in alcuni casi, come per i Fratelli Rossi, hanno già dato buoni risultati. Merito in questo caso specifico della pronta pubblicazione sulla pagina Facebook del Consorzio Parmigiano Reggiano dei contatti dei caseifici che avevano necessità di vendere le forme cadute dalle 'scalere' (le griglie dove viene messo a stagionare) ma non compromesse e quindi identiche a quelle che si trovano in commercio.
Le ultime cifre diffuse dai rispettivi Consorzi sugli effetti dei crolli delle 'scalere' indicano più di 600 mila le forme di Parmigiano cadute (il 60 per cento delle quali perso irrimediabilmente) e più di 300 mila di Grana Padano (con percentuali di danneggiamento leggermente inferiori). Mentre i danni al Parmigiano sono ripartiti tra almeno 24 caseifici, per il Grana Padano le strutture colpite sono solo tre, ma di dimensioni maggiori, come la Latteria Sociale di Porto Mantovano (Mantova) dove delle 150mila forme se ne sono salvate solo la metà.

Formaggio non terremotato
- “Il Parmigiano Reggiano 'terremotato' non esiste – chiariscono all'Ufficio Stampa del Consorzio – Il prodotto che recuperiamo dagli stabilimenti e mettiamo o metteremo in commercio è ottimo e rispetta tutti i parametri per il conferimento della denominazione di origine protetta (DOP) sotto tutti i punti di vista. È il solito Parmigiano”. Le forme cadute ma illese proseguono la stagionatura in altri stabilimenti, mentre quelle spaccate o bollate vengono conservate in depositi refrigerati in attesa di essere grattugiate, fuse o messe in vendita come formaggio generico, senza marchio DOP. Ad aiutare nelle operazioni di svuotamento dei magazzini arriveranno anche 60 volontari della protezione civile di Trento. Per capire meglio l'affaire Parmigiano e come sostenere i produttori in crisi il Consorzio ha allestito una pagina informativa esauriente sul proprio sito web e la già citata pagina Facebook con i contatti dei caseifici malridotti.
E' stato inoltre stretto un accordo con Coop Italia e Realco-Sigma, che sovvenzioneranno con un euro il formaggio venduto allo stesso prezzo di sempre. Lo stesso faranno i produttori non danneggiati che daranno al Fondo Solidarietà del Comitato “Gruppo Caseifici Terremotati” lo stesso importo (per informazioni scrivere a terremoto@parmigiano.reggiano.it). Coldiretti inoltre ha attivato un indirizzo email (terremoto@coldiretti.it) dedicato alla vendita del prodotto ospitato negli stabilimenti colpiti: si potranno inviare le richieste indicando le proprie generalità e la quantità di prodotto desiderata. E  la Coldiretti Lombardia ha organizzato la vendita del cosiddetto “grana della solidarietà” in ogni provincia della regione. Sedici piazze dove dall’ 8 all’11 giugno sarà possibile acquistare i pezzi di formaggio sottovuoto a 11 euro l’uno.

Grana Padano
- Il Grana Padano conservato negli stabilimenti danneggiati avrà uguale sorte del cugino: il prodotto marchiato che non ha subito danni è già nella rete distributiva; mentre il restante sarà diviso tra discarica, fusione e commercio come formaggio generico. C'è una particolarità però che riguarda la fusione. Si sta cercando un accordo con l'Unione europea per destinare agli indigenti le sottilette ottenute in cambio di un sovvenzionamento comunitario.
Coop Italia ha dato il suo contributo al Grana nella stessa misura che per il Parmigiano e sono in corso colloqui per coinvolgere altri attori della grande distribuzione.  “I soldi che incasseremo tramite questa iniziativa li gireremo a tutti i sindaci dei centri più sconvolti dal sisma – dichiara a Sky.it Stefano Berni, direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano – Saranno poi loro a decidere come distribuirli alla popolazione. Abbiamo pensato fosse meglio così anziché pensare solo a tutelare i nostri produttori”. Le stime prevedono che, tra le vendite di Parmigiano e di Grana, il guadagno si aggirerà intorno ai 500 mila euro, ben poca cosa se confrontato con gli oltre 150 milioni di euro di perdite causate dal terremoto ai Consorzi.
L'appello insistito di Berni anche sulla pagina Facebook, è di acquistare il prodotto originale con le solite modalità: “Il nostro peggior nemico sono i prodotti 'similari' – tuona Berni – quelli che sembrano delle seconde linee di produzione dell'originale DOP ma che in realtà sono ottenuti da latte non italiano e che ormai anche in Italia iniziano a sottrarci quote di mercato sensibili”.
Il Consorzio ha scongiurato i tentativi di sciacallaggio sia a svantaggio dei produttori (le offerte irrisorie avanzate da acquirenti improvvisati per grandi quantitativi di prodotto), che a danno dei consumatori (facendosi garante della qualità e del prezzo di listino del Grana Padano in commercio).