“Siamo emiliani, abbiamo le radici qui. Faremo il possibile per ricostruire e per ripartire. Noi siamo gente tosta. Come aiuti chiediamo dei finanziamenti, non il fondo perduto. Ci aspettiamo il respiro economico di poter ricostruire e poi restituire i soldi in dieci-quindici anni”. Così Luciano Fecondini, titolare di un’azienda biomedicale di Medolla, parla a SkyTG24 della voglia e della necessità di ricominciare quanto prima per evitare che uno dei settori più importanti per l’economia italiana ora gravemente danneggiato dal terremoto, possa sparire per sempre. E su questo l’amara considerazione: “A una multinazionale chi glielo fa fare a ricostruire e ad investire qui, su un territorio che aveva sicuramente grossi vantaggi nei decenni precedenti ma ora, con il costo della manodopera molto più alto rispetto ad altre aree dell’Europa, c’è da aspettarsi che colgano l’occasione per andarsene”