L'indagine aperta in Vaticano contro le fughe di documenti conosce sviluppi clamorosi, e porta direttamente nell'appartamento del Papa. E' stato infatti messo in stato di arresto, perché trovato "in possesso illecito di documenti riservati l'aiutante di camera" di Benedetto XVI, il maggiordomo del Papa, in assoluto una delle figure più vicine al Pontefice insieme ai segretari personali. Paolo Gabriele - questo il suo nome – è sospettato di essere uno dei "corvi", coloro che hanno portato all'esterno carte segrete del Vaticano e persino lettere private di papa Ratzinger. Informato dell'arresto dell'aiutante di camera, Benedetto XVI è rimasto particolarmente "addolorato", ha detto una fonte vicina al Papa, sottolineando come "si tratti di vicende dolorose" e come il Pontefice, "consapevole della situazione" mostri "partecipazione" e sia "rattristato e colpito".

Paolo Gabriele, soprannominato "Paoletto", romano, 46 anni, sposato con tre figli, è l'aiutante di camera di Benedetto XVI dal 2006, quando ha preso il posto dello "storico" maggiordomo di Giovanni Paolo II, Angelo Gugel. E' entrato a far parte del ristrettissimo cerchio della "famiglia pontificia", dopo essere stato a servizio dal prefetto della Casa pontificia, monsignor James Harvey. Nel pomeriggio del 24 maggio Gabriele è stato prima fermato dagli agenti della Gendarmeria, al comando dell'ispettore generale Domenico Giani, per il possesso del materiale riservato e quindi interrogato venerdì 25 maggio dal promotore di giustizia, Nicola Picardi, il pm del Vaticano, che lo fatto porre agli arresti. L'uomo è trattenuto in stato di detenzione e sorvegliato e "si trova ora - ha spiegato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi - a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti".

La Gendarmeria, nei suoi accertamenti, ha seguito anche le indicazioni della Commissione cardinalizia d'inchiesta nominata dal Benedetto XVI per indagare sui cosiddetti 'Vatileaks' degli ultimi mesi, guidata dal cardinale Julian Herranz e composta dagli altri porporati Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi. In Vaticano, comunque, circolano già dubbi sulla possibilità che Gabriele sia effettivamente il "corvo". E in ogni caso ciò che si presume è che eventualmente non sia il solo. Si fa fatica a pensare, comunque, che si sia voluto sacrificare come semplice "capro espiatorio" una persona così vicina al Papa.

Nei giorni scorsi il Vaticano ha definito "atto criminoso" la pubblicazione nel libro Sua Santità del giornalista Gianluigi Nuzzi di documenti riservati e di lettere private al Papa.
Il libro descrive anche conflitti interni al Vaticano e in particolare nella gestione dell'Istituto per le opere di religione (Ior), la banca vaticana, il cui presidente Ettore Gotti Tedeschi giovedì 24  maggio è stato sfiduciato e rimosso dal suo incarico.
Fra i documenti pubblicati da Nuzzi anche appunti di Gotti Tedeschi sulla gestione dello Ior e sul crack dell'ospedale milanese San Raffaele.