Ne mancano ancora due all’appello. Dopo la liberazione della nave Enrico Ievoli, che a bordo trasportava sei italiani, rimangono in mano di terroristi e rapitori, in giro per il mondo, ancora due connazionali: Rossella Urru e Giovanni Lo Porto.

La cooperante sarda è stata rapita in Algeria, tra le dune del Sahara, il 23 ottobre scorso da al-Qaeda nel Maghreb islamico insieme a due cooperanti spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons. Il gruppo prestava assistenza in un campo profughi Saharawi nel deserto.

La Urru si trovava in Africa per la Ong Comitato italiano sviluppo dei popoli (Cispi). Il mese scorso si era diffusa la notizia della sua liberazione, che poi fu smentita. Al momento le tracce della giovane di Samugheo (Oristano) si sono perse.

Anche Giovanni Lo Porto è un cooperante. Siciliano di Palermo, lo scorso 19 gennaio venne catturato con un collega tedesco in Pakistan, nella localita' di Multan (Punjab). I due si troverebbero nelle mani del gruppo talebano Tehrik-e-Taliba, capeggiato da Hakimullah Mehsud.

Il 18 aprile, invece, era stata rilasciata la turista fiorentina Maria Sandra Mariani, di 53 anni, rimasta prigioniera per un anno e due mesi nel sud dell’Algeria. Prima di lei erano stati liberati anche Claudio Colangelo e Paolo Bosusco, tenuti prigionieri dai ribelli maoisti dell’India nello stato dell’Orissa.

Nel conto non viene considerato Bruno Pellizzari, italo-sudafricano ostaggio dei pirati somali dal 10 ottobre 2010, che però - come spiega a Sky.it l'ufficio stampa del Ministero degli Esteri - non rientra ufficialmente nell'elenco dei connazionali sequestrati.