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"Non sono indagato e nessun atto del governo della mia Giunta è sottoposto a indagini da parte della magistratura. La Regione Lombardia è in una situazione diversa rispetto a tante altre Regioni e amministrazioni italiane, che vedono i vertici indagati". Lo afferma il governatore lombardo Roberto Formigoni, in un'intervista a SkyTG24 sull'inchiesta che ha coinvolto la Fondazione Maugeri (il cui presidente si è costituito sabato 14 aprile alla Gdf). Collegare a questa vicenda la Regione Lombardia "è del tutto pretestuoso e infondato", sottolinea Formigoni che tra l’altro ha dato mandato ai legali del Pirellone "di procedere a querele" nei confronti di quelle testate "che hanno parlato o stanno parlando delle vicende legate alla Fondazione Maugeri come di vicende riguardanti Regione Lombardia".

Per Formigoni, "è in atto una caccia alle streghe. Il sentimento dell'antipolitca viene gonfiato ad arte e viene scagliato soprattutto contro la Regione Lombardia. C'è una voglia cinica di veder scorrere il sangue del politico, ma si devono rivolgere altrove perché in Regione Lombardia facciamo le cose come devono essere fatte".
E sulle voci dell'esistenza di una rete di faccendieri vicini a Comunione e liberazione, Formigoni replica: "A me non risulta. La definizione stessa di faccendieri è molto ipotetica. Ognuno risponde del proprio operato, ma si tratta in ogni caso di persone che non hanno alcuna responsabilità in Regione Lombardia", ribadisce.

Quanto ai suoi rapporti con Pierangelo Daccò (già in carcere per il dissesto del San Raffaele, ndr): “È una persona che conosco e con cui mi è capitato di passare qualche giorno di vacanza. Punto. È una delle persone che conosco, ne conosco tantissime”.