Guarda anche:
Lo speciale scuola e università
Scuola, dal 12 gennaio arriva la carta d'identità online

di Nicola Bruno

Il numero di computer e di lavagne elettroniche disponibili per ogni alunno. L’età media e il tasso di assenteismo dei docenti. Ma anche gli orari delle lezioni, i laboratori attivati, le palestre disponibili, la presenza di parcheggi e fermate autobus in prossimità dell'edificio.
La scuola italiana si mette in chiaro. E lo fa attraverso un’applicazione web presentata dal ministro Francesco Profumo che potrà essere utilizzata anche per le iscrizioni online dei propri figli (la scadenza è fissata per il 20 febbraio 2012). E’ questa, infatti, un’altra novità introdotta dal neo-ministro che, almeno in una prima fase, sarà comunque complementare alla classica iscrizione cartacea. Con la differenza, però, che sul sito del Miur si potrà accedere a informazioni più dettagliate rispetto a quelle che normalmente si ottengono con il passaparola o andando a consultare i siti web delle singole scuole.

L’APPLICAZIONE WEB - Per accedere alla nuova applicazione lanciata dal Ministero basta digitare l’indirizzo www.cercalatuascuola.istruzione.it e si viene indirizzati su una pagina con una mappa collegata ad un motore di ricerca. E’ possibile trovare le scuole attraverso tre criteri: 1) “intorno a me”: si inserisce il proprio indirizzo, il grado a cui si è interessati e la distanza massima, per trovare in pochi secondi gli istituti più vicini; 2) “sul territorio”: selezionando un’area della mappa si visualizzano tutte le scuole presenti; 3) “ricerca avanzata”: per inserire criteri più dettagliati (come la denominazione o il codice meccanografico).
Il sistema sembra funzionare bene: l’integrazione tra i menù a tendina e la mappa è ben fatta, non solo perché tiene conto di diversi criteri di ricerca, ma anche per la velocità con cui vengono restituiti i risultati. Dopo aver selezionato l’istituto di proprio interesse si può, da una parte, visualizzare il percorso più vicino dalla propria abitazione e, dall’altra, accedere a una scheda che elenca le principali caratteristiche dell'istituto.

SCHEDE BEN FATTE - Anche qui è stato fatto un buon lavoro, almeno in fase di progettazione. Ogni scuola ora ha una mini home-page con le informazioni di contatto e un menù con sei voci: didattica (orario lezioni, moduli per l’iscrizione, attività extra-scolastiche); servizi (ad esempio possibilità di prenotare il ricevimento online, la consultazione delle pagelle sul web, la presenza di palestre e altre attrezzature sportive, il numero di computer e lavagne interattive, la presenza di mensa o di un parcheggio pubblico in possibilità); alunni (numero per classe, numero di ripetenti o che hanno abbandonato); personale docente e ATA (con il numero di assenze e l’età media); finanze (provenienza dei fondi) e valutazione (che andrà ad ospitare i risultati dei test Invalsi e altri strumenti di autovalutazione). Insomma, si tratta di un bel salto di qualità per chi fino ad ora era abituato a fermarsi al “sentito dire” di parenti e amici per scegliere la scuola a cui iscrivere i propri figli.  Con le dovute precisazioni, comunque, che non tutti gli istituti hanno al momento inserito i dati: il processo richiederà ancora del tempo, come ha precisato il ministero. E che, comunque, si tratta di informazioni standard: per andare più a fondo è sempre utile consultare i siti web delle singole scuole che, come mette in luce il sito web “La Scuola Libera”, “in questi anni sono notevolmente migliorati e hanno sviluppato particolare attenzione alla comunicazione dell’immagine degli istituti”.

ISCRIZIONI ONLINE – Dalla singola scheda è poi possibile anche iscrivere il proprio figlio alla scuola selezionata senza dover muovere un passo (la scadenza è fissata per il 20 febbraio 2012). Qui l’operazione è più complicata, perché prima bisogna registrarsi al sito inserendo tutta una serie di informazioni (tra cui anche un documento di identità) e poi si potrà compilare la domanda di iscrizione vera e propria, con le informazioni anagrafiche dell’alunno, la tipologia di orario preferita, la scelta dell’insegnamento della religione cattolica, i dati sul reddito per l’accesso e gli eventuali documenti da allegare. Una volta premuto invio, il sistema invia un messaggio di conferma sul numero di cellulare inserito al momento della registrazione. Anche qui, quindi, è stato messo a punto un servizio semplice ed usabile, che va ulteriormente a dematerializzare il nostro rapporto con la pubblica amministrazione. Resta inteso che le famiglie che non hanno accesso ad internet possono sempre compilare i tradizionali moduli cartacei.

E LA SICUREZZA? - Il progetto “Scuole in Chiaro” è stato accolto con favore dai tanti soggetti che operano intorno al mondo dell’istruzione. Eppure c’è chi chiede al ministero di fare un passo in più, offrendo informazioni altrettanto importanti per i genitori, come ad esempio la sicurezza degli edifici: “Se indubbia importanza riveste per un genitore poter consultare on line il sito del MIUR (...) vorremmo che altrettanta trasparenza e attenzione venisse riconosciuta alle condizioni di sicurezza strutturali di ciascuna scuola pubblica, così come avviene in altri paesi europei", ha dichiarato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola dell’associazione CittadinanzAttiva. Dal ministero fanno sapere che gli edifici scolastici sono di proprietà degli enti locali e dunque è più complesso divulgare questi dati. Intanto però, proprio in concomitanza con il lancio di “Scuole in Chiaro”, il sito di CittadinanzaAttiva ha pubblicato online gli elenchi delle scuole ufficialmente considerate "non sicure" e che, per questo, rientrano nel Piano generale di riqualificazione dell'edilizia scolastica.

MA NON CHIAMATELI OPEN DATA - L’altro aspetto messo in luce da chi si occupa di trasparenza pubblica è l’impossibilità di scaricare tutti i dati forniti da “Scuola in Chiaro”: al momento, infatti, possono essere consultati solo all’interno del sito MIUR e non è prevista nessuna funzionalità di download per il loro riuso da parte dei cittadini (così come vorrebbe il movimento di open data). “Quei dati sono nostri, perché sono dati non riservati e non personali relativi a strutture pubbliche (e li abbiamo anche già pagati). La loro vera utilità sta nel collegarli efficacemente ad altri dati che ci servono” scrive l’attivista e formatore Marco Fioretti in una lettera pubblica inviata al ministro Profumo. Ad esempio, se il Ministero decidesse di rilasciare i dati grezzi delle scuole italiane, i cittadini potrebbero riusarli per servizi che tengono contro anche di altri fattori, come appunto la questione sicurezza. Ad ogni modo, spiega a Sky.it Giovanni Biondi, Capo dipartimento per la programmazione al ministero, “i dati saranno rilasciati in modalità open non appena sarà completata la raccolta”.