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(in fondo all'articolo tutti i video sulla sentenza di appello)

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti dalla Corte d'assise d'appello di Perugia
dall'accusa di aver ucciso nella notte tra il primo e il 2 novembre 2007 la studentessa inglese Meredith Kercher per non aver commesso il fatto. In primo grado erano stati condannati a 26 e 25 anni di reclusione. I due saranno scarcerati tra breve, dopo 4 anni di detenzione. Amanda è stata ritenuta colpevole di calunnia ai danni di Patrick Lumumba, condannata a tre anni la pena è già stata scontata.

La famiglia di Meredith - "Spero che i giudici tengano conto delle prove, niente è cambiato rispetto all'altro processo" aveva detto Stefanie, la sorella di Meredith Kercher in una conferenza stampa a Perugia, a poche ore dalla sentenza di appello per Amanda Knox e Raffaele Sollecito.  I parenti della studentessa inglese hanno assicurato che hanno "fiducia nella giustizia italiana" e che sono "sicuri che la decisione non sarà influenzata dai media". Il verdetto è atteso per le 21.30 circa.

La difesa di Amanda - Questa mattina, durante l'ultima udienza a Perugia (LE FOTO), Amanda Knox ha preso la parola per una dichiarazione spontanea. "Non ho ucciso, non ho violentato, se fossi stata in quella casa sarei morta anch'io" ha detto ribadendo la sua innocenza (IL VIDEO). La studentessa americana, condannata in primo grado a 26 anni di reclusione (QUI IL VIDEO DELLA SENTENZA) per l'omicidio di Meredith Kercher, si è poi rivolta alla Corte e ha chiesto giustizia. Anche Raffaele Sollecito, condannato in primo grado a 25 anni, è tornato a ribadire la sua estraneità al delitto (IL VIDEO). La camera di consiglio della Corte di Assise di Appello di Perugia è iniziata alle 10:45. Il presidente Claudio Pratillo Hellman ha detto prima di ritirarsi (IL VIDEO): "Non è una partita di pallone. Non c'è spazio per tifoserie contrapposte. Ricordiamoci che è morta una bella ragazza e ci sono in gioco le vite di altri due giovani. Voglio rispetto e silenzio al momento della sentenza".

La condanna di Rudy Guede
- La studentessa inglese è stata uccisa nella villetta di via della Pergola a Perugia nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 2007. Aveva 22 anni.
La Procura generale ha chiesto l'ergastolo per Amanda e Raffaele. Per la morte di Meredith è già stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione Rudy Guede, che aveva chiesto il rito abbreviato. L'ivoriano sta scontando la pena nel carcere di Viterbo.
Il processo ha un'enorme copertura mediatica, soprattutto per la principale imputata, Amanda Knox, originaria di Seattle, che ha visto schierarsi al suo fianco la maggior parte del pubblico Usa e dei grandi network d'oltreoceano.

Amanda: "Ho perso un'amica" - "Non ho ucciso Meredith, io ho perso un'amica nel modo più brutale e inspiegabile" ha detto Amanda Knox nelle dichiarazioni spontanee davanti alla Corte. "Noi meritiamo la libertà perché non abbiamo fatto niente per non meritarla - ha continuato in lacrime la studentessa americana (IL VIDEO) - Io non sono mai fuggita dalla verità io insisto per la verità. Io insisto dopo quattro anni disperati sulla mia innocenza perché è vera e merita di essere difesa e riconosciuta". E ancora: "Io voglio tornare a casa, voglio tornare alla mia vita, io non voglio essere punita e privata della mia vita e del mio futuro per qualcosa che non ho fatto perché io e Raffaele siamo innocenti".  Poi, Amanda Knox ha accusato: "Io sono stata manipolata. La mia fiducia assoluta nell'autorità della polizia è caduta. Ho subito accuse ingiuste e sto pagando con la mia vita cose che non ho mai commesso".  

Sollecito: "Non ho mai fatto male a nessuno" - Prima di Amanda aveva preso la parola Raffaele Sollecito per una dichiarazione spontanea (IL VIDEO). "Mi viene chiesto il carcere a vita o addirittura la pena di morte", ma io "non ho mai fatto del male a nessuno" ha detto. Poi ha chiesto che la Corte d'Assise d'Appello di Perugia dia a lui e ad Amanda Knox "nuove speranze, un nuovo futuro, che penso meritiamo".
Fuori dall'Aula, l'avvocato di Sollecito Giulia Bongiorno è tornata a ribadire (IL VIDEO): “Errori dell’accusa nel sostenere che Raffaele era in quella stanza. La prova unica a carico di Raffaele, il gancetto del reggiseno, è una prova che è stata rinvenuta dopo 46 giorni e che doveva essere cestinata”. E ha aggiunto: "Sollecito è  fortemente emozionato in questo momento anche se forte della sua innocenza".

L'avvocato di Amanda: "Rudy un bugiardo" -
In Aula, il primo a prendere la parola è stato il legale di Amanda Knox Luciano Ghirga (IL VIDEO 12) che è tornato sulla lettera in cui Rudy Guede, condannato a 16 anni per l'omicidio di Meredith in concorso con Amanda e Raffaele, accusava Amanda e Raffaele dell'omicidio. "La lettera di un bugiardo matricolato, non ha nessun valore". 
Il 27 giugno scorso in aula, l'ivoriano ha testimoniato  confermando quanto scritto. "Le tre sentenze - ha detto ancora il legale - dicono che Rudy è bugiardo inaffidabile e che il reato è stato commesso da più persone. Che potevano essere Amanda e  Raffaele per il gancetto e per il coltello, ma non sono paletti come ha detto l'accusa e come hanno dimostrato i periti. La lettera non è un elemento indiziante, ma bloccante".

Stephanie Kercher: "Mia sorella è stata dimenticata" -
A Perugia sono arrivati accompagnati con il console britannico i parenti di Meredith. In conferenza stampa la famiglia ha detto: "Crediamo nei giudici e  rispetteremo il loro verdetto, ma è difficile per noi pensare al perdono". La sorella della vittima ha sottolineato: "Mia sorella è stata dimenticata". Quanto al rapporto con Amanda, la mamma di Meredith ha osservato: "Non credo che con Meredith fossero amiche cosi' strette".  Il legale Francesco Maresca (IL VIDEO) ha sottolineato fuori dall'Aula: “Si continuano a sentire solo dichiarazioni di assoluzione, come se questa decisione fosse scontata. Per fortuna abbiamo la totale fiducia nella Corte d’Appello”.