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A nove giorni dai funerali del caporalmaggiore Gaetano Tuccillo, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, è tornata oggi a gremirsi per l'ultimo saluto ad un altro soldato ucciso in Afghanistan, il quarantesimo: il primo caporal maggiore Roberto Marchini (GUARDA LE FOTO), geniere-paracadutista dell'ottavo reggimento Folgore di Legnago, che tra una settimana avrebbe compiuto 29 anni. Martedì 12 è morto, dilaniato dall'esplosione di un ordigno nel distretto di Bakwa.

La salma era giunta nella mattina di giovedì 14 all'aeroporto di Ciampino (GUARDA IL VIDEO). Ad accoglierla - con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - una famiglia distrutta dal dolore, ma forte e composta: il papà Francesco, la mamma Pina, la sorella Elisa. Dopo l'autopsia, disposta dalla procura, e la camera ardente, alle 18 i funerali solenni.

In chiesa (assente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in missione a Zagabria) le massime cariche dello Stato: i presidenti del Senato e della Camera, Schifani e Fini, quello della Corte Costituzionale Quaranta, il ministro della Difesa La Russa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. E poi altri esponenti del Governo e del mondo politico: da Casini a D'Alema, da Chiti a Brunetta, a Polverini, Alemanno, oltre ai vertici delle Forze armate e di polizia.

Monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare, durante l'omelia ha ricordato Marchini "con il sorriso e la simpatia di amico e fratello". Roberto, ha detto mons. Pelvi, "desiderava seminare nel mondo un po' più di amore, prendeva perciò sempre posizione a favore di chi era oppresso, costretto a vivere nell'ingiustizia".

L'arcivescovo ha ricordato che il ragazzo "aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai più deboli, a coloro che non hanno nessun valore agli occhi del mondo". L'ordinario ha poi lanciato un messaggio di fiducia ai presenti: "L'Italia - ha detto - continua a fare la sua parte per promuovere stabilità, disarmo, sviluppo e sostenere ovunque la causa dei diritti umani". "Non possiamo praticare una politica basata sull'interesse a breve termine - ha raccomandato - solo una motivazione di carattere etico, cioè la consapevolezza di appartenere all'umanità in quanto tale può consolidare l'interesse a lungo termine dell'umanità".

Per la mamma Pina, infine, l'arcivescovo ha invocato "semi di bene, anche tra le macerie della guerra". Al termine dei funerali, la bara del caporalmaggiore è stata condotta fuori dalla chiesa da sei commilitoni: Roberto, al quale è stato dedicata una pagina su Facebook che in poche ore ha raggiunto migliaia di adesioni, è stato salutato da un forte applauso di una piazza commossa.

La salma è quindi partita alla volta di Caprarola, il comune in provincia di Viterbo di dove il militare era originario. Qui, venerdì pomeriggio, nella chiesa della Madonna della Consolazione, i funerali in forma privata.