Lamberto Sposini, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma in terapia intensiva dopo un malore che lo ha colpito il 29 aprile, "da ieri (lunedì 16 maggio, ndr) ha cominciato ad aprire gli occhi sia spontaneamente che dopo stimolazione, e a manifestare piccoli segni indicativi di un iniziale recupero della coscienza".
Lo comunicano i professori Giulio Maira e Rodolfo Proietti, che coordinano lo staff medico del Gemelli.
Da qualche giorno - informano - è stata "sospesa la sedazione farmacologica utilizzata per proteggere il cervello durante la fase del coma provocato dall'estesa emorragia. Dal giorno dell'intervento per la rimozione dell'esteso ematoma cerebrale, lo scorso 29 aprile, le gravi condizioni cliniche del giornalista hanno presentato un continuo e progressivo anche se lento miglioramento, senza momenti di particolare criticità. La prognosi rimane riservata".
Il nuovo bollettino medico sarà diffuso lunedì 23 maggio.

Lamberto Sposini, nato a Foligno nel 1952, è uno dei giornalisti e conduttori televisivi più conosciuti e amati dal pubblico in Italia. Ha  iniziato la carriera giornalistica a Paese Sera per passare, alla fine degli anni settanta, in Rai. Il grande pubblico, però, lo conosce soprattutto a partire dai primi anni novanta quando è tra i primi volti del neonato Tg5 di Enrico Mentana. Dopo una breve parentesi al Tg1, torna la telegiornale Mediaset, ma lo lascia nel 2006 in seguito a dei dissidi con il nuovo direttore Carlo Rossella, riportati dalllo stesso Sposini in un'intervista all'Espresso. A provocare la definitiva rottura, sarebbe stata la decisione di Sposini di dare spazio a una replica di Fassino ad alcune dichiarazioni di Berlusconi, decisione alla quale si sarebbe opposto il direttore.
Dopo un periodo lontano dal piccolo schermo il giornalista passa in Rai per occuparsi soprattutto della fascia pomeridiana.  Attualmente conduce La Vita in diretta, programma televisivo del pomeriggio di Rai 1. Acceso tifoso juventino è stato anche uno dei protagonisti del Processo del Lunedì di Aldo Biscardi.