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E' ripartito il giro degli interrogatori a tappeto da parte degli investigatori che indagano sul rapimento e l'assassinio di Yara Gambirasio. Sono decine le persone che erano già state sentite nelle settimane successive alla scomparsa della ragazza e che vengono convocate di nuovo dalla polizia e carabinieri. E di una quarantina di loro sarebbe già disponibile il Dna, prelevato duranti quegli incontri in modo coattivo, cioè a loro insaputa tramite bicchieri, tazze di caffé o sigarette. Non potranno avere valore legale ma potranno servire a indirizzare le indagini una volta arrivata la relazione del medico legale che ha condotto l'autopsia. Per la consegna dovrebbe essere ormai questione di poco tempo, anche se un primo incontro tra l'anatomopatologa Cristina Cattaneo e la pm Letizia Ruggeri, previsto per lunedì 7 marzo, è stato rinviato.

Nel frattempo nessuno conferma o smentisce le indiscrezioni. Da quelle nei giorni scorsi sul fatto che Yara sia stata uccisa per soffocamento o sull'identikit sull'assassino (un uomo alto 1,75 e sui 73-77 chili) fino alle ipotesi di oggi, secondo le quali, vista la scarsa forza delle coltellate (che, sebbene in grande numero, non sono state fatali) l'omicida potrebbe essere una donna. Ipotesi, questa, che non solo contrasta con i dati dell'identikit, ma fa cadere il movente principale, quello sessuale, e quindi darebbe un indirizzo completamente diverso alle indagini. Secondo la ricostruzione che al momento sembra la più accreditata, Yara sarebbe stata comunque uccisa la sera della sua scomparsa nel campo di Chignolo Isola, dove è stato ritrovato il corpo.

E intanto sembrano allungarsi i tempi per il funerale di Yara Gambirasio. La scorsa settimana il sindaco, annunciando che il rito si svolgerà all'aperto e sarà celebrato dal vescovo di Bergamo, aveva detto di credere che si sarebbe svolto a metà di questa settimana. Ma gli accertamenti medico-legali proseguono e quindi il funerale potrebbe slittare alla prossima settimana.

Nel paese proseguono fiaccolate, incontri e preghiere per ricordare la ragazzina. Intorno alle 20,30 di martedì 8 marzo don Antonio Mazzi parteciperà a un incontro nella chiesa di Brembate Sopra intitolato "Finché c'è vita, c'è speranza?", su iniziativa dello stesso fondatore della Comunità Exodus. Alla stessa ora, nella chiesa parrocchiale di Bonate Sotto, ci sarà una veglia di preghiera unita a un momento di riflessione sul rispetto e la dignità della donna. E sabato 12 marzo a Chignolo d'Isola (paese in cui à stato ritrovato il corpo di Yara) si svolgerà una fiaccolata. Il corteo partirà alle 20,30 dal sagrato della chiesa parrocchiale e attraverserà il paese fino raggiungere via Bedeschi, luogo del ritrovamento.