Per il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, giunto a Vicenza, la situazione "è grave ma sotto controllo". Mille evacuati nel padovano. Frane, allagamenti e fiumi esondati in gran parte della Penisola. VIDEO E FOTO
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E' sceso in campo anche l'esercito per aiutare il Veneto flagellato dal maltempo che continua a interessare anche il resto d'Italia. A Vicenza, in prefettura, è arrivato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso per monitorate la situazione e fare un primo bilancio dei danni. "La situazione è grave ma sotto controllo", ha detto dopo aver sorvolato in elicottero le zone più colpite. "Mi pare che la risposta dello Stato sia stata immediata e adeguata", ha aggiunto, "400 militari sono al lavoro fra Vicenza e Verona per affrontare l'emergenza", oltre a 400 vigili del fuoco e circa 1.000 volontari. A Venezia l'acqua alta ha raggiunto i 101 centimetri e piazza San Marco è stata completamente invasa. Frane, smottamenti e allagamenti, per lo straripamento di fiumi, si registrano anche in Trentino, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Calabria e Basilicata con conseguenze sulla viabilità. In Piemonte, invece, e in particolare nel cuneese a intralciare la viabilità è la neve fresca caduta abbondante. Non sono mancate le polemiche per i danni provocati dal maltempo, ma il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ribatte: "per il dissesto idrogeologico per la prima volta sono stati stanziati fondi rilevanti ed e' stato finalmente avviato un serio programma di prevenzione".
Veneto - Sono 121 i comuni veneti coinvolti, in particolare quello di Vicenza, dove l'esondazione dei fiumi Retrone e Bacchiglione ha fagocitato case e negozi di una vasta area del centro, dividendo in due la città. Situazione pesante anche nel veronese, così come nelle province di Padova e Treviso. Centinaia di famiglie evacuate. Diverse scuole chiuse, mentre altre sono diventate ricoveri per gli sfollati: circa 2.500 in tutta la regione. Alle operazioni di soccorso partecipano, tra gli altri, oltre 1.000 volontari, quasi 800 vigili del fuoco e 300 militari dell'Esercito, con una novantina di mezzi, schierati dalle prime ore dell'alba tra Vicenza e Verona. Per realizzare riprese aeree è stato mobilitato anche un elicottero d'attacco Mangusta. Nei pressi di Soave chiusa l'autostrada A4, allagata. Strade chiuse anche in provincia di Treviso. Disposta l'evacuazione dell'ospedale di Motta di Livenza. Il presidente della Regione Luca Zaia, che ha stimato danni per 100 milioni, ha predisposto uno stanziamento di 2 milioni per gli interventi d'urgenza.
Frana a Massa: aperta un'inchiesta - In Toscana la situazione è migliorata. Intanto, la Procura di Massa Carrara indaga per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, in merito alle frane che si sono staccate nella notte tra domenica e lunedì 1 novembre sul territorio provinciale, causando la morte di tre persone. Il presidente della Regione Enrico Rossi ha dichiarato lo stato d'emergenza sui territori provinciali di Massa Carrara e Lucca colpiti dal maltempo. In Liguria - La Protezione civile raccomanda ora la massima attenzione per il pericolo di frane. Smottamenti di terreno e alberi caduti sulle strade sono stati numerosi nel Levante genovese, Tigullio e Golfo Paradiso. I danni maggiori si registrano a Rapallo, Chiavari, in val Fontanabuona, a Sestri Levante, in val Graveglia e in valle Sturla. Anche in provincia di Savona il maltempo ha provocato frane, così come nell’imperiese tra Ospedaletti e Bordighera, dove ieri è deragliato un treno regionale. In Lombardia - Sono rimasti entro gli argini, nonostante le piogge notturne, il Lambro e il Seveso che ieri hanno creato problemi nella zona nord di Milano, nell'hinterland del capoluogo e in Brianza. Le previsioni meteorologiche, però, indicano che pioverà ancora per diverse ore. La situazione più grave si è verificata, ieri, ad Asola, nel Mantovano, dove circa trecento persone sono state evacuate a causa della piena del fiume Chiese.
Allerta fiume Po - Un'allerta per la piena del fiume Po è stata diramata dalla Protezione civile dell'Emilia Romagna, a partire dalle 10 di martedì 2 novembre e per le successive 72 ore. Interessati dalla piena le aree di Ferrara, Piacenza, Parma, Reggio Emilia lambite dal fiume.
In Friuli Venezia Giulia - In Friuli nella notte tra lunedì 1 novembre e martedì 2 c'è stato il picco dei livelli dei tre principali fiumi della Destra Tagliamento - Meduna, Noncello e Livenza - che sono esondati in più punti provocando allagamenti in alcuni quartieri di Pordenone, di Sacile e della Bassa pianura ai confini con il Veneto. Poi, nel corso della giornata di martedì 2 novembre, la situazione è migliorata.
In Emilia Romagna - In Emilia Romagna il peggio è passato, riferisce la Protezione civile regionale. La scorsa notte ci sono stati allagamenti nel Piacentino ed a San Pietro in Cerro una cascina abitata da una quarantina di persone è rimasta temporaneamente isolata, circondata dall'acqua, che pero' e' già in fase di deflusso. Chiusa temporaneamente nella notte anche la tangenziale di Piacenza per gli allagamenti di diversi sottopassi.
In Campania - La situazione è ancora critica in Campania. Numerosi gli allagamenti per le forti piogge che hanno interessato dal pomeriggio di lunedì 1 novembre l'intera regione. Le zone più colpite Castellammare di Stabia e Giugliano Centinaia anche gli alberi ed i cartelloni pubblicitari che sono stati abbattuti dal forte vento di scirocco.
Calabria e Basilicata - Vento forte e temporali hanno creato danni e disagi, anche alla viabilità, in tutta la Calabria, specie nel cosentino, dove alcune famiglie sono state evacuate per il rischio di frane. Venti persone in difficoltà in seguito allo straripamento di un torrente sono state salvate a Gioia Tauro, mentre a Tropea un allevatore, Francesco La Rosa, di 61 anni, risulta disperso e si sospetta sia stato travolto dal fango. Allagamenti anche in Puglia, mentre in Basilicata il traffico ferroviario sulla linea Potenza-Metaponto e' stato interrotto per uno smottamento.
Frane nel messinese - Il maltempo che sta flagellando la zona tirrenica del messinese ha messo in ginocchio la costa, soprattutto tra Barcellona e Milazzo. Molti i torrenti esondati o al livello di guardia. Nella zona ionica, tra Giampilieri e Scaletta dove l'1 ottobre di un anno fa un'alluvione causò 37 vittime, piccoli smottamenti vengono segnalati da alcuni costoni rocciosi anche se la situazione non sembra destare particolari preoccupazioni.
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