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Scuola, sciopero della fame dei precari: LE IMMAGINI

Dilaga in Rete e sulle piazze la protesta contro la Riforma della Scuola. Dopo la conferenza stampa in cui il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato l'impossibilità di assorbire 200mila precari è arrivata su Facebook la risposta degli interessati . Ma le proteste contro il ministro dell'Istruzione proseguono con nuove forme che nascono per lo più in Rete.

In vendita su ebay - Tra le forme di protesta c'è quella organizzata dal blog "Docenti in mutande" che ha invitato i precari della scuola a mettersi in vendita su e-bay. Il post comprende istruzioni dettagliate per pubblicare un messaggio nella sezione "annunci" del sito. Un esempio? "Laureato in Filosofia con il massimo dei voti, abilitato SSIS nelle classi di concorso A036 (filosofia, psicologia e scienze dell'educazione) e A037 (storia e filosofia), specializzato SOS, con 6 anni di insegnamento alle spalle. Attualmente privo di incarico per le riduzioni orarie legate alla riforma".

Lo sciopero della fame - Giacomo Russo e Caterina Altamore, i due insegnanti precari palermitani che da una settimana stazionano davanti a Montecitorio hanno deciso di interrompere lo sciopero della fame. "Se riprendiamo ad alimentarci è solo perché abbiamo bisogno di forze per proseguire la nostra protesta", ha spiegato Caterina. Si interrompe lo sciopero ma la protesta rimane viva. "Vogliamo lavorare per realizzare una grande assemblea pubblica e, soprattutto, per portare al più presto in piazza tutti coloro che vivono nella scuola e per la scuola: alunni, genitori, insegnanti, sia precari che di ruolo", ha detto Giacomo Russo.

Il flashmob -
Manifestazione lampo a Roma, davanti a Montecitorio con il flashmob "Pronto Mariastella?": l'iniziativa nata su Facebook è organizzata dai movimenti dei precari sulla scuola. "I precari non sono fagioli, ma sai quanti siamo?", si legge nella pagina dell'evento sul social network. "Prova ad indovinare...Se ci dici la cifra esatta c'è un premio per te. Vieni a parlare con noi, i fagioli ti aspettano".

Catania,  Ateneo a numero chiuso -
Le proteste riguardano anche il mondo dell'Università. A Catania, ad esempio, a scatenare le critiche è stato l'annuncio che tutti i corsi di laurea da quest'anno saranno a numero chiuso. Lo dice il bando pubblicato sul sito ufficiale e lo rilancia uno spot televisivo .
Per il portale degli studenti Ustation è il segnale che "l'Università di massa al capolinea": : i 12.263 neodiplomati che hanno fatto domanda per iscriversi al primo anno dovranno quindi contendersi i 9.270 posti complessivamente disponibili attraverso una prova di ingresso. Gli studenti che non riusciranno a superare il test - circa tremila - dovranno andare altrove. Il professor Giuseppe Cozzo, delegato alla didattica, spiega a Ustation che "non ci sono risorse per fornire un servizio a tutti coloro che ne fanno richiesta". Non c'è alcuna preclusione, ogni studente può partecipare ai test di ammissione che vuole, ma per ogni prova si pagano 40 euro. Alle voci critiche sulla situazione in Sicilia si aggiunge anche quella di Mario Centorrino, assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale nella giunta regionale di Raffaele Lombardo: "I docenti precari vengono trattati come gli immigrati clandestini, che occorre respingere". E per il 18 settembre è stata convocata a Palermo una manifestazione regionale.

Le critiche di Avvenire - Al coro di voci critiche sulla riforma della Scuola contro si è aggiunto anche Avvenire. "Non si guardi ad altri interessi che non siano quelli dei ragazzi - si legge in un commento firmato da Davide Rondoni - Non si sfrutti il loro nome per richieste e pretese, per quanto comprensibili. Non si faccia carriera sulla loro pelle". Parole poi seguite da una precisazione del direttore del giornale dei Vescovi : l'articolo è rivolto a "tutti gli addetti ai lavori, dal ministro Mariastella Gelmini a ogni adulto che ha funzione nella scuola (siamo infatti abbastanza liberi e sereni da intervistare il ministro della Pubblica Istruzione sulla sua rivoluzione del merito e, contemporaneamente, da registrare e proporre problemi - seri o di sospetta origine ideologica e corporativa - del mondo scolastico che reclamano risposta)".

Napoli, centinaia di precari protestano in piazza: il servizio di SkyTG24