Il film di Marco Pozzi riceve il Premio Speciale del Fiuggi Family Festival alla 67esima Mostra di Venezia. “Non presento lo scheletro di un’ammalata ma il mondo visto con i suoi occhi”. E spesso esaltato in rete. L’INTERVISTA AL REGISTA
03 settembre, 2010
Benedetta Gargari è la protagonista del film "Maledimiele"
“E’ un malessere dolce, che come il miele scivola nelle pieghe del corpo e della mente”. Ma è amaro, velenoso nelle conseguenze, un male che può portare alla morte. Questa la storia raccontata daMaledimiele del regista Marco Pozzi, che il prossimo 11 settembre riceverà il Premio Speciale del Fiuggi Family Festival, durante la 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Maledimiele, tutto attaccato. Cosa significa? Riprende il nome della prima fase dell'anoressia, detta “Luna di miele” perché è un momento in cui l’ammalata si sente bene. Più dimagrisce e più si sente forte. E’ in quel momento che si ribalta la verità e che si insinua nell’adolescente la convinzione che “sono gli altri a sbagliare”. Poi, inizia il declino fisico e psichico. Il film si ferma qui, quando la malattia è conclamata. Non arriva all’ultima fase, allo scheletro e al rischio di vita.
Come si può portare sullo schermo un silenzioso rifiuto del cibo? Non ho mai mostrato lo scheletro. Non mi interessava la scarnificazione del corpo ma la dimensione mentale della malattia. L’obiettivo del film è far vedere allo spettatore il mondo con gli occhi di Sara, un’adolescente di 15 anni che si ammala di anoressia.
Dunque non c’è la sua magrezza in primo piano? Per parlare del corpo ho utilizzato un elemento simbolico: un lenzuolo, una sorta di “sudario”, su cui Sara si stende disegnando il suo profilo. Man mano che perde peso diventa sempre più stretto finché non scrive su quel lenzuolo “38 peso perfetto”. Questo termine non è un’invenzione dello sceneggiatore.
Che cos’è? Il nickname che abbiamo trovato su un blog pro-ana.
L’anoressia dilaga in rete, con più favorevoli che contrari… Oggi, rispetto a quattro o cinque anni fa, la presenza dei numerosissimi siti pro-ana consente a chi si ammala di “socializzare la malattia”. Solo in Italia si parla di circa 300 mila blog e forum che inneggiano all’anoressia dove le ragazze creano un immaginario che va assolutamente contrastato. Sono frequentissime, ad esempio, le foto di modelle professioniste ritoccate dalle adolescenti che soffrono di anoressia: attraverso Photoshop le rendono ancora più strette, allungate e smagrite, come le statue di Giacometti.
Sembra conoscere molto bene quel che accade su internet Per realizzare il film io e la sceneggiatrice Paola Rota abbiamo fatto un lungo lavoro di preparazione proprio in rete, oltre a frequentare per un anno e mezzo i centri più importanti per la cura dei disturbi alimentari. E anche con Benedetta Gargari, la protagonista del film, ho lavorato molto sul web.
Magra ma niente affatto anoressica. Perché l’avete scelta? E’ vera. Riesce ad entrare subito nella testa dello spettatore per condurlo nella dimensione della malattia. A soli 15 anni è già una grande attrice. Mentre recita trova sempre una parte di se stessa, raschiando nella sua anima. Accanto a lei ho voluto due grandi professionisti come Gianmarco Tognazzi e Sonia Bergamasco, che interpretano i genitori. Per una ragazza di 15 anni, sia pure un’attrice professionista, calarsi nel ruolo di una anoressica può forse essere pericoloso. Come l’avete aiutata? Il film è stato seguito dal punto di vista medico sia per l’aspetto psicologico sia per quello chimico e nutrizionale. Benedetta ha voluto perdere 5 chili per entrare di più nel personaggio, ma non le era stato richiesto. E li ha ripresi subito. Le scene più difficili sono state quelle in cui doveva fingere gli attacchi bulimici, in cui doveva ingurgitare grandi quantità di biscotti. Alla fine della giornata era stremata fisicamente. Ma Benedetta è una ragazza forte, con un grande rigore e una grande maturità. Il film è girato a Milano. Un segnale al mondo della moda? Ho scelto Milano perché la moda impone delle immagini che diventano un immaginario. Ma è sbagliato e dannoso legare l’anoressia solo alla moda. E’ una malattia che ci interroga da vicino. Tutti. E’ una sorta di protesta, il non volersi uniformare a ciò che il contesto sociale propone e impone. Alle difficoltà di comunicazione all’interno della famiglia borghese. Per questo è così difficile avvicinarsi all’anoressia, perché ci chiama in causa.
SCHEDA DEL FILM Cast tecnico: Produzione: 3per Produttori esecutivi: Simone Bianchi e Paolo Boriani Regia: Marco Pozzi Sceneggiatura: Paola Rota e Marco Pozzi Fotografia: Alessio Viola Montaggio: Claudio Bonafede Musica: Claudio Pellissero Scenografia: Valentina Pavan Costumi: Sabina Maglia Suono in presa diretta: Roberto Mozzarelli
Personaggi e interpreti Sara: Benedetta Gargari Anna: Sonia Bergamasco Enrico: Gianmarco Tognazzi NonnaIsa: Barzizza Luca: Alessandro Marverti Martina: Dafne Masin Clara: Micol Donghi Giacomo: Tazio Nicoli