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tg24 > cronaca

Massacrata in strada a Milano: resta in carcere il pugile

Il gip Cristina Di Censo ha disposto la custodia cautelare per Oleg Fedchenko che ha ucciso a pugni una filippina di 41 anni per il solo fatto di essere donna. Nei prossimi giorni potrebbe essere chiesta una consulenza psichiatrica sull'uomo

09 agosto, 2010
aggressione, milano, pugile ucraino,
Il marciapiede di viale Abruzzi a Milano, dove la donna filippina è stata massacrata

Rimane in carcere con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e per tentata rapina, il pugile ucraino Oleg Fedchenko che venerdì 6 agosto, a Milano, ha ucciso a pugni, in strada,  Emilou Arvesu, una donna filippina di 41 anni. Lo ha deciso il gip di Milano, Cristina Di Censo, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l'uomo.

Il giovane aveva litigato con la sua fidanzata. Poi è sceso in strada, in viale Abruzzi, e sul suo cammino ha trovato la donna filippina che casualmente passava da quelle parti. E' scattata così, senza alcun motivo, l'aggressione. Emilou Arvesu è morta poco dopo in ospedale in seguito ai pugni ricevuti dall'ucraino.

E' probabile che nei prossimi giorni sia la difesa sia il pm chiedano una consulenza psichiatrica sull'uomo, che rimane detenuto nel centro psichiatrico del carcere milanese di San Vittore.

Rimangono da chiarire ancora diversi punti oscuri della personalità e della vita di Fedchenko, che potrebbero emergere da una più approfondita analisi dei documenti trovati in casa sua, dei certificati medici e soprattutto del pc sul quale, secondo chi lo conosceva, passava molto del suo tempo anche utilizzando social network su cui aveva più di un profilo attivo.

Intanto gli agenti sono tornati nell'agenzia della banca davanti alle cui vetrate si è consumata l'aggressione per acquisire i filmati delle telecamere. Secondo indiscrezioni, altre telecamere presenti in zona, tra cui quelle del Comune, sarebbero meno utili alla ricostruzione dell'episodio perché o lontane o girate in altre direzioni.

Mentre proseguono le indagini la rabbia e i messaggi di cordoglio trovano spazio su Facebook. "Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni mi ha mandato un messaggio dove esprime la sua vicinanza alla nostra comunità. Lo ringrazio pubblicamente a nome della comunità filippina che spera e vuole una giusta giustizia per la Vittima filippina di Milano una madre affettuosa, una brava lavoratrice e una buona cittadina", si legge in un messaggio pubblicato sulla bacheca de il filippino.
Sulla bacheca di un altro gruppo, dedicato al pugile ucraino, si moltiplicano invece gli insulti e gli inviti alla pena di morte per l'autore del delitto.

Il racconto di un testimone dell'omicidio



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