"Trovo il fotomontaggio che mi rappresenta morto in obitorio di cattivo gusto". È questo il commento dello scrittore Roberto Saviano alla fotografia che apparirà nel prossimo numero del mensile Max nel quale campeggia la sua immagine di cadavere steso su una barella da obitorio con tanto di cartellino di identificazione legato all'alluce, ripreso di scorcio dai piedi.
Una postura, accompagnata dalla scritta "Hanno ammazzato Saviano", che riprende il Cristo di Mantegna e la famosa foto di Che Guevara morto.

La notizia dell'iniziativa del mensile è stata anticipata oggi da alcuni quotidiani (guarda la rassegna stampa), tra cui Repubblica. "Un'immagine – ha commentato Saviano - utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me in Italia e all'estero vive protetto. Un'immagine profondamente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita”. “Tutta questa pressione sulla mia morte – ha concluso l’autore di Gomorra - poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire"