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tg24 > cronaca

Cassazione: David Mills teste reticente, favorì Berlusconi

Depositate le motivazioni con le quali il 25 febbraio la Corte ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari nei confronti di Mills: aveva ricondotto solo a Fininvest, e non al premier, la proprietà delle società off shore

21 aprile, 2010

Le reticenze di David Mills, l'avvocato inglese condannato in appello a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari, "favorirono la persona di Silvio Berlusconi". Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni contenute nella sentenza 15208 delle sezioni unite penali in cui spiega il perché lo scorso 25 febbraio aveva dichiarato prescritta la corruzione per Mills.

In particolare, il relatore Aldo Fiale facendo proprie le motivazioni della Corte d'Appello di Milano del 27 ottobre 2009, scrive chiaramente che "il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra, in definitiva, nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti, posto che si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Pier Silvio Berlusconi".

Guarda anche:

Caso Mills, la sentenza della Cassazione: reato prescritto
Caso Mills, la stampa estera: "Una vittoria per Berlusconi"



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