Morire a 13 mesi per "problemi burocratici". Questo, secondo il padre, sarebbe accaduto a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano. Vittima una bimba nigeriana il cui genitore, a causa della recente disoccupazione, non aveva potuto rinnovare la tessera sanitaria. Secondo i genitori della piccola, questo particolare avrebbe determinato fatali ritardi nelle cure al pronto soccorso dell'ospedale. La struttura però "respinge con fermezza l'accusa", ricordando che l'assistenza sanitaria agli stranieri è garantita alla pari dei cittadini italiani.
Per il padre, "se fosse stata italiana questo non sarebbe successo".
L'ospedale però respinge al mittente le affermazioni dei genitori: "L'accusa secondo la quale la bimba sarebbe stata 'uccisa dalla burocrazia' e 'se fosse stata italiana questo non sarebbe successo' va respinta con fermezza" spiega l'azienda ospedaliera di Melegnano, di cui fa parte il presidio di Cernusco. Il servizio sanitario, prosegue la struttura, "garantisce agli stranieri un'assistenza alla pari ai cittadini italiani, senza discriminazioni sulla regolarità dei documenti di soggiorno. Ogni giorno assistiamo pazienti stranieri non in regola con i documenti, regolarmente registrati come stranieri temporaneamente presenti (Stp) e notificati alla Regione, e i dati del 2009 lo confermano".