LE FOTO CHOC DI GIUSEPPE UVA

A quasi due anni dalla morte di Giuseppe Uva, fermato dai carabinieri ubriaco il 14 giugno 2008 e deceduto in ospedale dopo aver trascorso la notte in caserma a Varese, i familiari chiedono la riapertura delle indagini. L'avvocato ferrarese Fabio Anselmo, contattato dalla sorella dell'uomo, secondo la quale Uva avrebbe subito violenze da parte delle forze dell'ordine, ha spiegato che presenterà nei prossimi giorni un esposto in Procura a Varese: la richiesta è quella di riconsiderare il caso, e di effettuare "un'autopsia più accurata sul corpo di Uva".

"Noi non crediamo più a queste indagini - ha commentato Lucia Uva - e sosteniamo che, se la legge è uguale per tutti, deve valere anche per chi ha il compito di farla rispettare". Per il decesso dell'artigiano varesino, un caso sollevato nei giorni scorsi da Luigi Manconi presidente di "A buon diritto" , finora gli unici indagati sono due medici in servizio all'ospedale di Varese, che avrebbero somministrato farmaci incompatibili con lo stato di ubriachezza dell'uomo causando il decesso "per insufficienza respiratoria". I due al momento non sono stati rinviati a giudizio e la perizia medico-legale, cui ha partecipato anche un perito della difesa, il dottor Renato Rondinella, ha escluso che la morte di Uva sia stata il risultato di un pestaggio in caserma, come invece hanno denunciato i parenti, che chiedono una nuova autopsia. "Secondo noi le ferite sul corpo di Uva non sono compatibili con un atto di autolesionismo, come hanno sostenuto i carabinieri ", ha spiegato Fabio Anselmo, che è il legale che si è già occupato del caso Cucchi e della morte a Ferrara di Federico Aldrovandi .

"Stiamo lavorando su elementi che erano già emersi e che meriterebbero un'indagine più approfondita - ha proseguito Anselmo - come pantaloni intrisi di sostanza ematica e il punto interrogativo sugli slip sporchi di sangue che sono spariti durante la notte". Giuseppe Uva era stato fermato a Varese insieme all'amico Alberto Biggiogero perché, sotto effetto dell'alcol, stava spostando delle transenne in mezzo a una strada. I due erano stati portati in caserma, dove Biggiogero aveva chiesto l'intervento del 118 sostenendo di aver sentito rumori e urla dell'amico nella stanza di fianco alla sua.

"Se anche si fosse trattato di un gesto autolesionista - ha sottolineato Anselmo - i carabinieri hanno impedito ai soccorsi di intervenire bloccando la telefonata". Uva, trattenuto in caserma per alcune ore, era stato poi ricoverato con un Trattamento sanitario obbligatorio nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Varese, dove avvenne la morte. La Procura ha aperto un secondo fascicolo per verificare se ci siano nuovi elementi, tuttavia al momento non ne sono emersi rispetto alla prima inchiesta, tanto da non esserci ulteriori indagati.

Il servizio di SKY TG24:




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