Stop alla pedofilia in rete, un sito spiega come comportarsi
Un progetto dell'Onlus Modavi punta a far promuovere l’uso responsabile di Internet da parte dei minori. Senza allarmismi, ma scegliendo la strada dell'educazione partecipata
Non è il "cybersitting di stato" che lo scorso mese ha sollevato molte polemiche in rete. Ma una strada più collaborativa che vede scuola e famiglia lavorare fianco a fianco con psicologi ed esperti informatici per educare gli adolescenti ad un corretto uso della rete. E, nel caso, intervenire presso le autorità per segnalare contenuti illegali e potenzialmente pericolosi.
E' questa la strategia su cui sta puntando l'Onlus MODAVI (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) che, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha lanciato "Non cadere nella Rete" progetto educativo articolato su più livelli, sia online che offline.
Il punto di partenza è il portale "Stop alla Pedofilia in Rete" che permette ai genitori di installare un sistema di “parental control†e poi di segnalare eventuali "siti sospetti". Dopo aver controllato il link, un operatore invia le segnalazioni alle autorità competenti, che potranno procedere anche con l'oscuramento. Sul sito è disponibile una guida che insegna i genitori ad installare i filtri per una navigazione sicura, ma anche ad utilizzare in maniera responsabile la posta elettronica e i servizi di messagistica istantanea.