1 marzo: sciopero degli immigrati. E il cielo diventa giallo
Per la prima volta in Italia i lavoratori stranieri incroceranno le braccia per protestare contro una situazione per loro considerata intollerabile. Migliaia di palloncini verranno lanciati in aria. E in rete ci si divide tra sostenitori e critici
Toni leggermente più pacati, ma stessa sostanza, per la pagina “Il primo marzo l’Italia non si fermerà !”. I cui promotori hanno creato anche un simbolo (un tricolore con una goccia del sangue versato dagli italiani al centro) e uno slogan (“Nessuno è indispensabile!”). Tutt’altre ragioni inducono invece i sindacati provinciali (Cgil-Cisl-Uil) e Cittadinanza attiva di Treviso a non aderire alla giornata di protesta: «Allo slogan “Un giorno senza di noi”, preferiamo quello “Tutti i giorni insieme”». E il primo marzo, annunciano, presenteranno cinque proposte per gli immigrati.
Ma le iniziative “contro” sono decisamente minoritarie rispetto alle adesioni allo Sciopero degli stranieri, che annoverano diverse organizzazioni, tra cui Emergency e Legambiente, partiti politici (Pd, SeL e Prc) e sindacati. L’elenco delle città che si mobiliteranno si ingrossa di ora in ora. In comune per tutti, il messaggio pro-integrazione e il colore giallo. Per il resto: largo alla fantasia. Perciò a Varese, ad esempio, verrà offerto un “pranzo etnico” agli agenti della polizia penitenziaria, a Trieste si cancelleranno le scritte razziste dai muri, a Bologna una mostra fotografica all’aperto mostrerà i volti dei “nuovi italiani”. A Milano alle 13 verranno srotolati tre grandi striscioni: davanti alla Questura (“Permesso di soggiorno per tutti. Tempi di rinnovo più rapidi”), al Tribunale (“Migrare non è reato”) e al Cie di via Corelli (“Chiudiamo i centri di identificazione e di espulsione”). E alle 17.30 in piazza Duomo ci saranno lezioni di lingue straniere. Mentre a Roma alle 10.30 davanti a Montecitorio si terranno “lezioni sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nel nostro Paese” e alle 17 partirà un corteo con destinazione piazza Vittorio, luogo simbolo dell’integrazione cittadina. A Siracusa e Catania è stato organizzato un “pellegrinaggio” nei luoghi del caporalato. E poi Trento, Genova, Brescia, Napoli, Perugia, Oristano, Reggio Calabria: più di 60 città coinvolte. Per cingere d’un abbraccio giallo l’intera Italia.
Ascolta le testimonianze degli immigrati scesi in piazza.