Il pontefice nell’Angelus di oggi è tornato sulla crisi economica che sta colpendo in tutto il mondo: ““il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso"
Ancora una volta il Papa richiama l'attenzione sulla crisi economica che aumenta le disuguaglianze sociali e la povertà. "Nell'attuale periodo di difficoltà economica - ha detto il pontefice in occasione dell'Angelus - diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi".
"Tale situazione, pertanto - ha proseguito Benedetto XVI - impegna a promuovere uno sviluppo umano integrale per superare l'indigenza e il bisogno” e soprattutto ricorda che “il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso" e "l'esistenza umana va difesa e favorita in ogni suo stadio", ha sottolineato il papa associandosi ai vescovi italiani nel loro messaggio per la Giornata della Vita, dedicata alla sfida della crisi.
Nei giorni scorsi Ratzinger ha lanciato due appelli per la salvaguardia dei posti di lavoro e per un maggiore "responsabilità sociale" da parte delle imprese.